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January 10 L'etica della solitudineRiprendo e continuo da http://chiediloalvento.blogspot.com... Etica, una parola quantomai inusitata e di travolgente passione, ma di così scarso potere da lasciare senza fiato, totalmente incapaci di reazione... L'Etica contrapposta al profitto, al male, al dolore, all'ingiustizia, a tutto ciò che di sbagliato c'è in questo mondo ipocrita, in questa società in decadimento, che sempre più porta il singolo all'isolamento e la collettività ad una somma di solitudini riunite al solo scopo di... Ecco, forse ciò che manca è davvero uno scopo, nobile o meno che sia, una direzione verso la quale tendere (e parlo soprattutto a titolo personale)... Non che sia la gloria, l'eternità, l'immortalità, ma foss'anche solo il denaro, il successo, la realizzazione personale, o forse semplicemente una via di fuga da quella che sembra sempre meno una realtà che ci rispecchi. Io chiedo a tutti voi di guardarvi intorno nel momento in cui leggete, di osservare che cosa avete intorno e di chiedervi quanto tutte le cose, gli oggetti, i ricordi che vi circondano vi rispecchiano, quanto tutto quello che vedete lo sentite vostro... Ora allargate lo sguardo, aprite una finestra, uscite in strada, andate su google earth, sul sito del telescopio spaziale hubble, dove vi pare insomma, e chieetevi se ciò che vedete vi apaprtiene, se vi piace, se vi rispecchia, se vi sentite appagati da quello che comunemente ogni giorno chiamate mondo, realtà, verità, terra ecc... Se è così allora vivete una vita vera, degna di essere vissuta, meritate il posto in cui siete, se invece, come molti di noi sentite che c'è qualcosa che non va, che qualcosa di sbagliato deve per forza esserci in ciò che ci circonda, allora urlate, urlate, urlate, in ogni modo agli uomini, ripetete in continuazione che c'è qualcosa che non va, che il mondo che hanno costruito è sbagliato, che è ingiusto, poichè forse un giorno o l'altro tutto questo gridare abbatterà tutti i muri che ancora incatenano l'uomo alla propria logica da sopravvivenza ad ogni costo... Quello che dobbiamo cercare è la vita, non la sopravvivenza, la libertà non la tranquillità, la verità non futili illusioni... Marco. http://it.youtube.com/watch?v=siNsgbIWhAQ&NR=1 January 05 LibroUn post sintetico solo per manifestare la mia felicità nell'aver finalmente trovato il mio romanzo sullo scaffale novità della libreria Mondadori...
a presto.
Marco. January 04 Oggil discorso che voglio fare è infatti una riflessione su: Oggi.
Non voglio con questo intendere che mi dilungherò sulla spiegazione della mia giornata o dei fatti accaduti a me personalmente nelle precedenti 24 ore. Voglio spendere due parole sull'Oggi, intendendo il nostro "istante contemporaneo-collettivo". Una definizione di Oggi come "istante contemporaneo collettivo" apre molti dubbi e spiega ben poco. Perchè istante? Perchè l'Oggi non dura che un breve istante rapportato alla nostra vita o a quella del mondo, del pianeta, dell'universo. Contemporaneo in quanto accade hic et nunc e non in un passato o futuro. Collettivo poichè ci riguarda tutti, poichè è il medesimo nel medesimo tempo. E' vero che accade in orari diversi a seconda della parte del mondo nella quale vi trovate, ma il tempo è sempre lo stesso, cambia solo la misurazione che l'uomo fa della categoria che ha inventato. Parlando quindi di questo istante (lo chiamerò così per amore di semplificazione) dovrei e vorrei citare tutte le notizie rintracciabili sul web o su altri canali di informazione, ma ciò non è possibile. Dato che ultimamente i post sono stati un tantino pessimisti, o meglio, hanno dato solo le peggiori possibilità che potrebbero avverarsi in futuro, voglio oggi contemplarne alcune più ottimiste o speranzose, per amore di pluralità. Tratterò alcuni temi "caldi"; non tutti, ma alcuni. Primo su tutti l'inquinamento. Si fa un gran parlare di inquinamento globale, surriscaldamento della temperatura, danni irreparabili all'ambiente, speranze di vita ridotta ecc ecc. Basta vedere preziosi documentari come Una scomoda verità o Zeitgeist per capire che il pianeta non gode proprio di ottima salute. Tuttavia è il caso di parlare dei progressi che vengono fatti quotidianamente nel campo delle risorse rinnovabili, dei protocolli internazionali come Kyoto (1 & 2), del rispetto delle fonti d'energia e dell'ambiente che comincia ad entrare nelle menti di tutti noi. Pertanto se è vero che potrebbero avverarsi scenari realmente catastrofici, è anche vero che un cambio di direzione radicale riporterebbe il pianeta in una condizione se non di perfetto equilibrio, per lo meno di stabilità. Il secondo tema è la situazione politica attuale. Permettetemi una piccola digressione storica. Per parlare della situazione attuale non si può evitare di citare gli scenari post guerra fredda. Perchè? Dopo la caduta del muro di Berlino (1989) e lo sgretolamento del blocco sovietico, gli USA si sono ritrovati nella condizione di essere l'unica iperpotenza a livello planetario. Detto questo, ed evitando digressioni di carattere politico-socilae come gli avvenimenti delle guerrre del golfo, e della guarra in afghanistan, gli USA hanno ora il pieno controllo del potere militare a livello mondiale, nel senso che nessun paese può, ora come ora, avere l'ardire di opporvisi militarmente. Spero in un cambio di rotta dopo le prossime presidenziali che si vedono all'orizzonte, non nego che accoglierei con piacere la notizia di un afroamericano o di una donna alla casa bianca. Per quanto riguarda il rsto del mondo lascio a voi il piacere di documentarvi maggiormente, ma prima di salutarvi cito alcune notizie che ho trovato nel web. ANSA) - ROMA, 4 GEN - Sarebbero 500 mila le persone che potrebbero aver bisogno di assistenza umanitaria in Kenya e la maggior parte di queste sono donne e bambini. Lo sostiene l'Unicef che collabora con la Croce Rossa keniana nell'invio di aiuti ai bambini vittime delle violenze legate ai rivolgimenti politici(cibo,acqua,servizi igienici,scorte mediche e misure di protezione contro le violenze,anche sessuali).Dopo 4 giorni di scontri i morti sono oltre 300, tra cui i 50 bambini della chiesa data alle fiamme a Eldoret.ANSA) - ANKARA, 4 GEN - La polizia turca ha arrestato 40 persone sospettate di appartenere all'organizzazione curda fondamentalista islamica degli Hizbullah.Gli arresti, sec ondo l'agenzia Anadolu,sono avvenuti nelle citta' di Konya, Mersin, Diyarbakir e Istanbul e sono motivati da sospetti specifici di partecipazione ad azioni violente e sanguinose. Il gruppo degli Hizbullah di Turchia, che non ha legami con gli Hezbollah libanesi, e' stato autore di uccisioni di membri del Pkk e di uomini d'affari curdo-turchi.E molte altre ce ne sarebbero, ma per amore di brevità chiudo qui il post. Marco. From Nowhere...From Nowhere…
Il titolo è il perché di questo post… Non importa chi leggerà, non importa chi capirà, non importa nulla in questo momento. Potrei tenere per me tutto questo, ma me ne fotto e scrivo, tanto non si può mai evitare o scegliere di non farlo… scrivo, devo farlo e lo faccio e quindi…
Dalle periferie delle nostre metropoli affollate, dagli occhi di chi non ha casa e guarda passare macchine piene di falsi ricchi idolatri fottuti di un mondo in decadimento, di una società finalmente alla fine che esala gli ultimi acri sospiri di disperazione… La fine del mondo? Fanculo! Fanculo a tutti coloro a cui non interessa nulla, fanculo a chi si interessa di tutto, fanculo a chi crede di avere la verità, fanculo a chi sa di non averla, fanculo a chi mi guarda negli occhi, fanculo a chi abbassa lo sguardo mentre passo, fanculo a Bush, ai potenti, alla guerra, ai poveri, ai soli, ai falliti, ai folli, fanculo agli artisti, fanculo agli scrittori (fate non dite, forse sarebbe meglio), fanculo a me stesso, fanculo a tutto quello che circola intorno a noi come un flusso infinito di bit stereofonici e schermi al plasma, monitor in cui si ripete l’ultimo balletto tragicomico della vita che ripetitiva si ripete e ripete le proprie tristezze, fanculo agli assassini, alle vittime, agli uomini tutti…
Questo post è per chi non crede, per chi crede, per chi spera e per chi non ha speranza, è per tutti e per nessuno, è per me prima di tutto, perché sono incazzato, senza una ragione, lo sono e basta…
Il mondo va a rotoli, persone muoiono, guerre esplodono, l’inquinamento ci ucciderà tutti eppure continuiamo a desiderare quello che ci hanno insegnato a desiderare, a vivere per ciò che ci hanno insegnato a vivere, ad essere liberi fino a quando la nostra libertà non intacca qualche schiavitù che ci hanno imposto… Io ora vedo chiaro tutto quello di cui potrei fare a meno, che non mi serve, che odio ma da cui non posso staccarmi, ora vedo chiaro ciò che il mondo ha fatto ai suoi figli prediletti… Un gabbia, ecco dove siamo, una fottuta gabbia fatta di conformismo e anticonformismo, tutti uguali, tutti diversi, tutti figli di niente, figli di una società opulenta e in decadimento…
Dove andremo a finire? Davvero volete saperlo? Davvero?
No, fanculo, non volete questa risposta, non l’avete mai voluta perché sapete già la risposta, ma non volete sentirla…
Dove andremo a finire? ………………. A voi decidere dove andremo a finire, io per parte mia già so dove finiremo e mi spiace solo che pochi se ne accorgano… Ditemi pure che sono paranoico, non mi interessa, dite pure che non ho speranze, che sono pessimista, che mi piace riempirmi di parole a vuoto ma non faccio niente, che sono una nullità… La verità? Non importa ciò che pensate o ciò che penso io… Se voi tutti apriste gli occhi io ora non starei scrivendo quello che ho appena scritto, se tutti noi cercassimo qualcosa di meglio e non di peggio, ora forse tutto e dico tutto……………………………………………………
Avrebbe Un SENSO…
Marco December 22 Fine del mondo1826 giorni alla fine del mondo (che sia vera o presunta o il perché di questa affermazione è affar vostro scoprirlo, così come affar vostro sarà sempre scoprire qualsiasi cosa io citi…). 1826 giorni dicevo e son molti, o pochi, dipende da che punto di vista la si guardi…Ma potrebbero essere molti meno. Elenco qui di seguito i possibili focolai di tensione attuali che potrebbero (e dico potrebbero, condizionale, solo perché sono ottimista) ((Avrei in effetti potuto usare un futuro semplice molto più incisivo, ma…)):
E fermiamoci qui che è meglio… Per tutti coloro quindi che ritengono di vivere in un momento pacifico e di tranquillità internazionale consiglio di documentarsi sui punti appena esposti. Per coloro che non intendono farlo, perché tanto: “Chi se ne fotte, tanto noi non ci saremo alla fine del mondo” ricordo che essa potrebbe capitare molto prima di quanto pensino e consiglio vari documentari tipo: The Corporation o Zeitgeist, già citato in precedenza…
Per chiunque si fidi della politica consiglio i documentari di Moore o in Italia quelli censurati di De Aglio o libri come Gomorra o La casta o i libri di travaglio o un po’ di sana informazione libera sul web, unico “luogo” nel quale è ancora possibile trovare qualche notizia non imbavagliata. Ma siccome non voglio sembrare pessimista mi fermo qui.
X: Allora è proprio finita? Y: No, mancano 1826 giorni… X: Sicuro? Y: Senti X, mi sembri stupido… Che cazzo ti frega se sono 1826 per davvero o 2000 o che cazzo ne so qualche altro numero? Siamo al crepuscolo sì o no? X: Mah, crepuscolo, forse preferirei definire il tutto come……………….. Periodo post-bellico di distensione mondiale… Y: La sai una cosa? X: Cosa? Y: Certe volte fai proprio la figura dell’ignorante… X: Perché? Y: Dico, non ti sei accorto che siamo in una gabbia? X: Una gabbia? Io non vedo sbarre… Y: Tu prova a dire qualcosa di sbagliato su qualcuno che conta, e poi vedremo se le sbarre non comincerai a vederle per davvero… X: Bè, ma qualcosa potremo fare no? Y: Sì, tacere e ignorare…e restare vivi… X: o parlare liberamente e… Y: Lascia stare, non continuare, tanto hanno già capito tutti il seguito… X: Fanculo… Y: Sì, fanculo….
December 19 novitàEcco le novità... Il nuovo blog: http://marcoalberio85.blogspot.com ma comunque questo rimane attivo e vitale... Il Forum http://autoriemergenti.forumer.it Vi invito ad entrare, registrarvi e lasciare commenti, messaggi, domande ecc ecc VeritàBuongiorno a tutti, è un po’ che non aggiorno il blog, ma ho avuto da fare, pertanto chiedo scusa e scrivo…
X Cos’è successo? Y Come cos’è successo, non lo sai? X No… Y La guerra, X, la guerra è iniziata… X Quale guerra? Y Credo l’ultima, non penso ce ne saranno altre, non credo che sopravvivremo, non credo proprio, proprio no… X E sei così tranquillo? Y Non dovrei esserlo? X No, cazzo, dovresti ribellarti urlare, lottare, combattere… Y E’ tardi… X Non è tardi, dobbiamo e possiamo vincere! Y Abbiamo urlato quando le grandi corporazioni mangiavano il mondo a piccoli pezzi? Abbiamo urlato quando governi semi – occulti giostravano le sorti del mondo a loro piacimento? Abbiamo urlato quando ci hanno reso amebe incapaci di pensare grazie a migliaia di divertimenti differenti? Abbiamo urlato quando hanno rubato le elezioni in tutto il mondo? Abbiamo urlato per le guerre, la fame, la povertà, l’inquinamento, gli omicidi, la degenerazione, il razzismo, l’intolleranza, lo strapotere finanziario delle lobby dei potenti, le armi di distruzione di massa? Abbiamo urlato per tutto questo? X No ma… Y Ma? Credi ci sia ancora un ma? X Io voglio dire che… insomma ci sarà qualcosa da fare… Y Ormai è tardi, sdraiarci su un fianco e attendere la fine… Questo possiamo fare… X Ma… io voglio vivere… Y E’ tardi X, troppo tardi, li vedi i bagliori nel cielo?… Stanno arrivando…
Ora che avete letto e compreso, sostituite X con il vostro nome e Y con quello del vostro migliore amico o con quello di una persona a voi cara…
Fatto?
Ora pensate che un futuro del genere purtroppo non è così remoto, basta leggere ed informarsi, osservare i retroscena della storia per capire che siamo stati ingannati, che lo siamo sempre stati e lo saremo anche in futuro, fino alla fine…
Fatto?
Bene. Ora chiedetevi perché non avete mai urlato o non avete mai provato a ribellarvi.
Fatto?
Bene. Ora avete due scelte: ribellarvi e urlare, o attendere il momento di stendervi su un fianco per aspettare la fine…
Detto questo vorrei invitarvi a visitare il blog: http://chiediloalvento.blogspot.com e successivamente il blog: http://leconseguenzedeglieventi.blogspot.com dove troverete le ultime novità di un dibattito intellettuale molto acceso che coinvolge autori, editori, lettori e organi di stampa. Inoltre vi ricordo che il mio libro è acquistabile online anche su www.ibs.com, la più grande libreria online del globo.
Ma passiamo ora alle notizie del giorno, poiché ho deciso di citarne più di una…
GENOVA - E' morto Rosario Rodino', l'operaio di 26 anni rimasto gravemente ferito nell'incendio scoppiato all'acciaieria ThyssenKrupp di Torino e ricoverato presso il reparto grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova. A darne notizia e' la direzione sanitaria del nosocomio.
NEW YORK - L'Assemblea generale dell'Onu ha approvato la risoluzione per la moratoria contro la pena di morte nel mondo con 104 voti a favore, 54 contro e 29 astenuti. La risoluzione è stata approvata alle 11.45, ora di New York. E' stato un successo del partito pro-moratoria che ha conquistato 5 voti in più rispetto al pronunciamento della terza Commissione in novembre.
Dunque che dire? Le mie più sincere condoglianze alle famiglie degli operai della Thyssen, mai dovrebbero accadere simili atrocità. Ciò che fa più ribrezzo è che le indagini, come sempre in Italia, non porteranno a niente, i veri colpevoli resteranno impuniti, si parlerà probabilmente di “errore umano” e niente di più…
Per quanto riguarda la moratoria sulla pena di morte non posso che essere contento del fatto che l’ONU si sia espresso contro la pena capitale, ma non credo che questo potrà cambiare di molto la situazione attuale. L’ONU non è riuscita a fermare i propositi guerrafondai degli USA verso l’Iraq, figuriamoci se potrà mai obbligare tutti i paesi del mondo ad abolire la pena capitale. Ma, anche con questa sfiducia nel cuore, sono comunque soddisfatto che la moratoria sia passata a larga maggioranza.
L’ANGOLO LETTERARIO
DORATA SENSAZIONE
Mia dolce amica io ti saluto da questo oceano in burrasca, mentre i flutti frangendosi frammentano le mie lacrime.
La notte s’innamora del cielo donandogli sparuti diamanti di luce. E io ti rivedo nella violenza di onde indifferenti.
EMOZIONI D’AUTUNNO
Distante un crinale splende. Esili gocce d’acqua, petali esiliati dal mormorio di tramontana, discendono lievi i tristi pendii.
In limine al cuore, oltre il grigiore d’ombre attorte, ammassate in discesa, una parola discopre lembi d’azzurra comprensione: silenzio.
Sfioravo la notte, luce lunare screziata di cremisi, ove si rincorrono echi e sbuffi d’invernale risorgiva indorata dal sole.
Cristalli di ghiaccio e libertà sono cornici per le tele consunte dell’anima. Un suono, amaro risveglio: il palpito del cuore.
* * *
Irredenti sguardi, luci silenziose.
Osservo la libertà attraverso scorci
di miseria, e vedo frammenti di promesse
evanescenti, in un diluvio di solitudine.
December 10 Strano mondoSiccome mi accorgevo che i miei ragionamenti non conducevano a nulla, decisi di aprire il secondo biglietto:
Ci troviamo spesso sulle rive della noncuranza, dove ogni desiderio diventa realtà e i pensieri vivono come unità indipendenti al di là del tempo, dove il solo pensare è qualcosa che travalica i sentimenti dell’uomo e la ragione universale, dove esiste solo Gaia, ed essa stessa rincorre un proprio significato nascosto negli occhi del cosmo.
Eppure nemmeno in un luogo come questo la nostra sete di conoscenza si appaga, tendiamo continuamente verso una meta ideale e infinita, così lontana dalle semplici soluzioni che la vita ci regala, da sembrarci l’unica risposta esauriente alle domande che non ci sembra nemmeno di formulare ma che involontariamente nascono da ciò che siamo, frammenti di un sogno lontano nei tempi, dove tutto è concesso e incredibile.
Vedi amico mio, noi osserviamo un filo d’erba e non ci accorgiamo che mentre lo stiamo guardando esso cresce continuamente, emanando intorno a sé un’ aura di magia che permea tutta Gaia, perché essa stessa è magia pura.
La più completa formula magica esistente è quella che descrive una singola cellula, perché essa è la risposta a ciò che noi domandiamo al destino.
Pensiamo un attimo a tutte le possibilità che abbiamo in ogni istante, esse sono molto numerose, così numerose da poter essere considerate infinite, ogni essere vivente ne sceglie una e facendo questo annulla tutte le altre che rimangono potenzialità irrisolte.
Prova a immaginare cosa succederebbe se tutti potessero scegliere di sviluppare ogni possibilità che gli si presenta davanti… sarebbe il caos.
Tutti i frammenti ricercano sé stessi specchiandosi negli altri frammenti, e non si rendono conto che per ricostruire la sfera della consapevolezza che li ha generati rompendosi, basterebbe osservare tutti i frammenti con gli stessi occhi con i quali osservano loro stessi.
Perché la consapevolezza è ciò che è chiamato destino o Dio o casualità, tanti nomi per simboleggiare la stessa area d’ombra presente nel bagaglio di conoscenza di ogni singolo frammento.
Se tu potessi chiedere alle stelle il perché della loro esistenza loro ti risponderebbero il silenzio; esse amano tacere sulla loro nascita perché lo spettacolo si ripete tanto spesso che sarebbe come svelare ai frammenti il segreto che li circonda da sempre.
A presto amico mio…
Il secondo biglietto era ancora più enigmatico del primo, non sapevo nemmeno a chi attribuirlo e anche se mi sembrava lo stile di Id non potevo essere certo che l’avesse scritto lui.
L’interpretazione di quelle parole era troppo complicata, sentivo dentro di me una strana ansia, la stessa che mi aveva colto leggendo la lettera di Id, l’ansia che avvertivo sempre prima di salire sul palco ed esibirmi, ma l’unico palco sul quale mi trovavo era il palcoscenico della vita e in quello non mi ero mai sentito in ansia, anzi mi trovavo a mio agio, amavo la vita e per quel che ne sapevo lei amava me.
Si era fatto molto tardi, erano quasi le tre del mattino e io avevo molto sonno, eppure non volevo andare a letto, il lago mi sembrava più bello del solito, le stelle che in esso si specchiavano sembravano parlare con me, come se volessero dirmi qualcosa per poi tacere.
Le stelle sono silenziose riguardo alla loro esistenza, e si nascondono dietro le speranze e i sogni che i frammenti possiedono per essere nati dalla consapevolezza.
Era la terza frase che ripetevo come in trance, ormai ero sicuro che questi pensieri appartenessero a qualcun altro, ma a chi?
Decisi di andare a letto, mi accesi una sigaretta e risalii verso casa, totalmente immerso nel flusso dei miei ragionamenti e mi piaceva pensare di essere uno dei grandi filosofi greci che si stava interrogando sulla vita e che l’indomani avrebbe chiesto ai suoi allievi il significato dei propri pensieri.
Mi svegliai presto la mattina seguente per preparare la colazione e, dopo aver mangiato, decidemmo di fare una passeggiata seguendo i sentieri che costeggiavano il lago, con l’intenzione di fare un gioco che facevamo quando Giulia e Stefano avevano solo sei anni, ora ne avevano dieci.
Il gioco consisteva nel dividersi e nel raccogliere la maggior parte di specie diverse di foglie e di fiori e di dar loro un nome diverso da quello comune, spiegando il perché della scelta.
Ci dividemmo e passammo tutta la mattinata a raccogliere e rinominare piante e fiori.
A mezzogiorno ci ritrovammo tutti e tre in casa e ci mostrammo a vicenda i risultati.
Io avevo trovato dieci specie differenti, Giulia tredici e Stefano undici.
Tra le tante specie, mi colpirono due nomi dati da Giulia alla betulla e al pino, li aveva chiamati rispettivamente “frammento di cielo” e “scheggia di eternità”.
“ Come mai questi nomi Giulia? ”
“ La betulla l’ ho chiamata frammento di cielo perché la sua corteccia è bianca e il bianco per me è il colore delle nuvole, mentre il pino l’ ho chiamato scheggia d’eternità perché è un sempre verde e scheggia per via della forma aghiforme delle sue foglie.”
“Ok, ora andate a lavarvi le mani che si mangia”.
Ero stupito da quei due termini, frammenti ed eternità, che ricorrevano così spesso in questi giorni, e siccome non credevo alle coincidenze, mi sembrava alquanto strano.
Dopo mangiato andammo a fare una gita in barca; appena arrivati al largo, Giulia e Stefano si addormentarono e io decisi di lasciarli dormire cullati dalle lievi onde e di stare ad osservare l’acqua cercando di riprendere il filo dei miei pensieri interrotto la sera prima.
All’improvviso sentii qualcuno mormorare il mio nome, pensavo si trattasse di uno dei miei figli ma dormivano entrambi e nessuno dei due aveva l’abitudine di parlare nel sonno, mi voltai e notai che davanti alla barca si era formato un minuscolo vortice e che da esso uscivano le parole.
Ero spaventato oltre che stupito, comunque decisi di non andarmene e di stare a sentire cosa avesse da dire l’acqua.
“Chi sei tu che parli?”
“Sono uno spirito, lo spirito che permea acqua, terra, aria, e fuoco, sono Gaia e tu devi stare ad ascoltarmi perché ciò che devo dirti è molto importante.”
Incredulo, stupefatto quanto curioso, decisi di parlare con l’acqua per quanto tutta la situazione mi sembrasse paradossale, assurda.
“Non pensare che questa situazione sia assurda…”
“Ma come fai a…”
“A sapere ciò che stai pensando? Non è difficile, basta riuscire a capire che siamo tutti identici frammenti della stessa sfera, rotta in tempi remoti e che tenta da migliaia di anni di ricomporsi ostacolata e sempre meno aiutata dagli esseri viventi, i quali hanno dimenticato di essere lucide ombre di qualcosa di più grande, manifestazioni della vita che racchiudono la vita in ogni respiro.”
“Sai caro spirito mi sembra di sentire una certa persona…”
“Se tutti i frammenti si ricordassero del Big Bang, la grande nascita che diede il via a tutto, e potessero ricordarsi di avere assistito a quell’immenso spettacolo, allora forse riempirebbero di luce la zona d’ombra della loro conoscenza.”
“Insomma quello che stai cercando di farmi capire è che tutti gli esseri viventi sono parte della stessa originaria entità e che se essi potessero ricordarsi il momento della loro nascita ricorderebbero il momento della nascita di tutto, perché in un certo senso ogni essere vivente porta dentro di sé la memoria di coloro che l’ hanno preceduto.”
“Si e no, nel senso che gli esseri viventi non sono parti di un’originaria entità ma sono l’entità originaria, per usare le tue parole, io preferirei chiamarla consapevolezza, e in un certo senso è vero che tutti gli esseri viventi portano dentro sé stessi la memoria di coloro che li hanno preceduti nell’evoluzione che ha portato alla loro creazione, poiché l’evoluzione è pura forza creatrice, solo che non tutti se ne ricordano.
Per esempio, un bisonte, un insetto o una pianta non possono ricordarsene perché la loro mente non è abbastanza sviluppata e l’istinto, pur avendo la stessa forza della ragione, non è adibito a sviluppare pensieri razionali.
L’uomo invece, che è dotato della mente più sviluppata fra gli esseri viventi dovrebbe ricordarsene, ma a volte non la fa, se per paura o pigrizia, questo sta a te dirmelo.”
“Certo un’ ipotesi del genere è alquanto affascinante ma la scienza…”
“La scienza ci ha portato a scoprire forme di vita che fino ad un centinaio di anni fa non erano nemmeno immaginabili, quindi non è difficile credere che prima o poi riuscirà a dimostrare l’intimo legame che unisce un figlio al proprio genitore e che esiste dal primo progenitore.”
“Io non sono un uomo di scienza, ho sempre amato molto di più la letteratura e l’arte alla scienza, però riesce difficile anche a me rendermi conto di essere solo un frammento gettato nel mondo che racchiude in sé il più grande mistero della vita che altro non è che la vita stessa.”
“Eppure ammettendo di non essere in grado di renderti conto di essere ciò che sei, è come se già ammettessi di esserlo.”
“Hai ragione, non ho mai considerato la questione da questo punto di vista… E in effetti credere ad una simile teoria non è certo più strano di credere al fatto che io sia in questo momento seduto su di una barca, a parlare in mezzo ad un lago con lo spirito dell’acqua.”
“Precisamente dovresti dire che sei un mammifero, nato qualche milione di anni fa, che ha vinto tutte le sfide per la sopravvivenza che la natura gli ha posto, ed è ora in grado di riconoscersi un minuscolo granello di sabbia in un universo magico, dove la vita cresce spontanea e rigogliosa sotto i suoi occhi e che ora fra le tante possibilità ha scelto di parlare con lo spirito dell’acqua rendendo tutte le altre possibilità, come per esempio tornare a riva, delle potenzialità irrisolte.”
“Hai usato il termine potenzialità irrisolte per puro caso oppure sei solito usarlo?”
“Non ho scritto io il biglietto che hai trovato in pizzeria se è questo quello a cui ti riferisci, e riguardo a come faccio a saperlo bè… L’universo osserva sé stesso da lontano, dagli anni remoti, quando la consapevolezza brillava della luce della vita ed era intera, ora ricerca lo stesso punto di vista nelle stelle e nei frammenti che poi non sono altro che fratelli e sorelle nello stesso sogno…
Arrivederci Andrea, ora devo andare, ci rivedremo presto, spero…”
“Arrivederci…”
La discussione con lo spirito dell’acqua mi aveva lasciato molti interrogativi ai quali prima o poi avrei risposto, ma i miei ragazzi si erano svegliati ed era sera, quindi tornammo a riva.
Dopo cena salii nelle loro camere per dare loro la buona notte.
“Papà che cos’è l’amore?”
“L’amore è una forza e un sentimento, è tutto quello per cui noi uomini dovremmo vivere, perché è bello vivere per dei sogni che si avverano.”
“Grazie ora è più chiaro che cosa sia l’amore”
“Che cos’è la vita?”
“La vita è Gaia Stefano, ma anche lo spirito dell’acqua, Giulia, io e te, la vita è tutto ciò che ci circonda, è una luce, la prima luce della natura.”
“Grazie, a domani”
“Buonanotte ragazzi”
“Buonanotte”
Ci svegliammo presto in quella domenica soleggiata e, tornati a casa, notai che Alice sembrava non aver mutato il proprio comportamento dopo la storia del biglietto, e io cominciavo a convincermi che non fosse stata lei a lasciarlo cadere.
Pensai molto alla lettera e alla gita sul lago durante la giornata, ma gli impegni della settimana seguente me li fecero dimenticare totalmente finché un giorno, rincasando a notte fonda, mi ritornarono in mente Id e le sue parole, allora cercai la lettera e mi accorsi che era sbiadita come se fosse invecchiata di mille anni, e, ricordatomi del post scriptum lasciatomi da Id, la bruciai.
Appena la lettera ebbe finito di bruciare sentii suonare il campanello.
Corsi alla porta certo che fosse Id e infatti…
ID…
Mi trovai di fronte un ragazzo che dimostrava non più di sedici anni, con i capelli lunghi e biondi, gli occhi azzurro – grigi e di corporatura esile.
“Buonasera, chi sei?” domandai.
“E tu?” fu la sua risposta, “posso entrare o devo rimanere sulla porta ancora per molto? La notte è fredda…”, disse queste ultime parole in tono ispirato come se la sua voce giungesse da molto lontano.
Lo feci accomodare quasi certo che non fosse Id, o meglio ora che ci penso bene, la confusione che regnava nella mia mente in quel momento era tale che non sapevo nemmeno chi fossi io, figurarsi se potevo pensare davvero a chi potesse essere il ragazzo che avevo fatto entrare in casa alle tre del mattino.
Il ragazzo dopo essersi seduto davanti al camino continuò a fissarmi per un po’ di tempo con aria allo stesso tempo divertita e incuriosita, dopodiché cominciò a parlare; non ricordo alla perfezione le sue parole, però erano più o meno queste:
“Allora Andrea ce ne hai messo davvero tanto di tempo a capire che ero io lo spirito del lago, quasi cinque giorni. Te l’ ho detto che mi aspettavo qualcosa di meglio giunti a questo stadio evolutivo, comunque sia io sono Id.
Come promesso appena hai bruciato la lettera che ti avevo spedito mi sono precipitato qui a casa tua, o meglio non proprio precipitato, per il calcolo del mio tempo ci ho messo ben diciotto istanti ad arrivare fino a qui, per te invece ci sono arrivato immediatamente vero?
Scommetto che hai ragionato molto su quello che ti ho scritto nella lettera senza però giungere a nessuna conclusione, eppure non sei tu quello che dice spesso agli amici: “Se sapessi di non potere giungere a nessuna meta non comincerei nemmeno un viaggio? ”
“Come fai a sapere che uso spesso questa frase? “ domandai.
“L’ ho scritto nella lettera ma voglio ripetertelo di nuovo, perché mi sembra giusto che tu lo capisca: io ti osservo da quando non sei altro che una piccola cellula gettata nel brodo primordiale, quando ancora i giorni erano giovani e gli istanti potevano scorrere veloci e il tempo, persino per me, era veloce se paragonato a come voi oggi calcolereste il tempo in quegli anni…”
Ancora quel tono ispirato che faceva giungere la sua voce da lontano, dai remoti angoli della storia.
Comunque Id continuò: “ Vedi io ho osservato per molto tempo la vita, tanto perfino per il vostro modo di calcolare il tempo, eppure mai una volta mi sono chiesto il perché di essa, ma ho continuato ad osservarla con gli occhi di un bambino, pieni di stupore e amore, e ho imparato molte più cose di quelle che gli uomini hanno imparato in tutte le ere del mondo.”
“ Chi sei tu Id? ” gli chiesi, quasi sottovoce, quasi avessi paura di fare quella domanda.
“ Non lo so, o meglio, non c’è una parola nel vostro linguaggio che possa descrivere chi sono, ti posso dire di essere… Capirai chi sono alla fine, ma se ti rivelassi ora la soluzione dell’enigma non ci sarebbe gusto a ricercarla per il mondo non credi? Se un sasso finisse per errore nel lago sbagliato, le increspature sull’acqua donerebbero all’uomo la consapevolezza dell’ enigmaticità della vita, e ogni uomo osserverebbe l’universo con gli occhi della luna… “
“ Perché ogni tanto cambi tono nel parlare? In quegli istanti sembra quasi che la tua voce provenga da lontano nel tempo e nello spazio.”
“Io non cambio tono, nel senso che cerco di donare ad ogni frase l’intonazione appropriata, come la vita dona nomi e forme appropriate ad ogni sua manifestazione, così io cerco di fare altrettanto con le frasi che sono mie manifestazioni.”
“Id nella lettera ci sono molti punti oscuri, per esempio…”
“Shhht! Rimandiamo a dopo le domande sulla lettera, vedrai che troveranno naturalmente risposta nel corso del nostro viaggio, ora devo andare, ci vediamo domani sera, prepara i vestiti pesanti, andiamo a trovare un mio amico al Nord, e farà molto freddo.”
Ecco come promesso la seconda parte del primo capitolo...
December 09 SolitudineScusandomi per l'assenza, motivata da impegni universitari, rieccomi pronto ad aggiornare il blog...
La solitudine... chi non si è mai posto la domanda su cosa sia la solitudine? Io lo faccio spesso, forse perchè mi capita talvolta di sentirmi solo e questo spinge alla riflessione, mi sembra inevitabile, quindi...
La solitudine è lo sguardo di un bambino che chiede l'elemosina, la solitudine è una donna immobile nella folla dei passanti, la solitudine è mangiare soli mentre tutti intorno parlano con qualcuno al tavolo, la solitudine è dormire soli, la solitudine è prendere un solo caffè, un solo bicchiere d'acqua, guardare da soli il cielo, la solitudine è fare domande a se stessi e rispondersi da soli, la solitudine è invecchiare da soli, la solitudine è non avere nessuno con cui parlare, la solitudine è la fine dell'amore, la solitudine è uscire con persone che non si conoscono, la solitudine è leggere poesie e piangere su di esse per la loro straziante dolcezza, la solitudine è una lacrima isolata nel gelo dell'inverno, la solitudine è un brivido di silenzio nell'onda continua di diffrazioni sonore del quotidiano, la solitudine è la mortificazione dell'uomo, la solitudine è riflessione, la solitudine è accrescimento personale, la solitudine è cultura, la solitudine è una scelta obbligata, la solitudine è osservare le persone attraverso la vetrina di un bar, la solitudine è viaggiare per lavoro, la solitudine è il treno pieno di persone che non si parlano, la solitudine è una folla di sconosciuti, la solitudine è...
Lascio a voi la continuazione...
TAEAN (COREA DEL SUD) - Le autorità sudcoreane hanno proclamato lo stato di calamità lungo tutte le coste su cui si é abbattuta la marea nera provocata dalla petroliera 'Hebei Spirit', lo riferisce la Bbc online. La flotta di quasi cento navi che da due giorni era al lavoro con barriere protettive e dissolventi non è riuscita a impedire che le 10mila tonnellate di petrolio fuoriuscite dalla nave in seguito ad una collisione con una chiatta raggingessero la costa nella regione di Taean.
Ora le spiagge per una lunghezza di 17 chilometri sono fortemente inquinate. In alcuni posti lo strato di petrolio sulla sabbia raggiunge i dieci centimetri. Si teme che ci possano essere conseguenze a lungo termine sulla fauna e la flora locale. E fin da ora gli abitanti del luogo hanno paura che le loro attività legate al mare - a partire dall'allevamento delle ostriche - vengano irrimediabilmente compromesse. Intanto è stato comunicato che la falla da cui era uscito il petrolio è stata totalmente tamponata. La marea nera e' fuoriuscita dalla petroliera Hebei sprint, urtata due giorni fa da una chiatta che trasportava una gru nel porto coreano di Daesan, nella regione di Taean, circa 100 chilometri a sud di Seul. Sono sempre schifato di fronte a notizie del genere... cosa posso dire? Leggete i miei precedenti post sulla deriva della nostra moderna società, sul mondo intero...
La cosa che più mi disturba è sapere che nella scelta tra pianeta terra e denaro, molti sceglierebbero il denaro, questo mi sembra il fenomeno più assurdo...
Che tristezza...Che danno irreparabile...
Quando un giorno capiremo che fatti del genere non dovrebbero accadere per nessuna ragione, avremo fatto un passo in avanti verso un nuovo stadio evolutivo.
Vi lasciuo con una domanda: credete davvero che lo stadio nel quale siamo, cioè Homo sapiens sapiens, sia l'ultimo gradino dell'evoluzione della nostra specie?
Io credo fermamente e spero di no, assolutamente no.
L'ANGOLO LETTERARIO
* * *
Solitudine talvolta, passanti silenziosi e anonimi, si mostra luna nascente.
Cristalli d’umana Memoria ardono In braci caritatevoli Fra le tue braccia livide.
Verità celata E danzante, rimorso Annoso ed eterno, ultima sensazione.
E come chicca pubblico qui, in due post, il primo capitolo del mio romanzo pubblicato: Strano Mondo, Edizioni Il filo... Il resto lo potrà leggere solo chi avrà voglia di comprare il libro...Un consiglio: su internet, nel sito del filo www.ilfiloonline.it costa meno che in libreria ed è più facile trovarlo...
STRANO MONDO
CAPITOLO I
UNA STRANA GIORNATA…
Era il 1985, precisamente il 3 aprile del 1985, giorno del mio trentasettesimo compleanno.
Ero in casa e come ogni giorno scesi a controllare la posta non immaginandomi certo che quell’azione avrebbe cambiato per sempre la mia vita.
Mentre aprivo la cassetta delle lettere mi accorsi che il tempo stava cambiando, era una bella giornata di sole, dalla temperatura già primaverile, ma all’improvviso si alzò un vento gelido e cominciò a piovere, anzi sembrava di trovarsi nel bel mezzo di una vera e propria tempesta.
Presi in fretta le lettere e mi misi al riparo.
Il cielo si era oscurato e, fatto alquanto strano, non c’era una sola persona in giro.
La strada era spazzata da raffiche di vento violentissime e l’aria sembrava gridare parole incomprensibili.
Provai a chiamare un amico meteorologo per chiedergli spiegazioni del fenomeno ma il telefono era isolato, cercai di uscire di casa, ma il vento era così forte che se fossi uscito mi avrebbe trasportato per miglia e miglia, ero solo e non potevo fare nulla, così decisi di ascoltare un po’ di musica aspettando che la tempesta si calmasse.
Mi rendevo conto di come ciò che stava accadendo non fosse normale, ma, fatto ancora più strano, non ero agitato per niente, anzi, mi sentivo di buon umore, perciò per passare il tempo in attesa che la bufera si placasse mi misi a leggere le lettere.
Le prime due erano cartoline dai luoghi di villeggiatura di alcuni amici, ma la terza era molto strana: la carta in cui era avvolta sembrava vecchia, ingiallita, e soprattutto estremamente preziosa, come una pergamena medievale.
La aprii, e mi trovai di fronte la lettera più strana che mi fosse mai capitato di leggere.
Buon giorno io mi chiamo Id, Id e basta, lei non mi conosce, forse non ha nemmeno mai sentito parlare di me, ma io sono anni che la osservo, anzi forse sarebbe meglio di re che sono molte vite che la osservo, che seguo la sua evoluzione, più o meno dal Devoniano o forse da prima, da che Gaia ha cominciato a crescere, a vivere senza il bisogno del mio aiuto e della mia interferenza.
Scommetto che lei non sa chi è Gaia. Amico mio, non ti dispiace se ti do del tu vero? Gaia è tutto ciò che ti circonda, perfino tu sei Gaia, il vento, la terra, i quattro elementi che costituiscono il mondo, il destino e le fatalità, tutto questo è Gaia, ma anche gli uomini che si credono tanto superiori ad essa in realtà non sono altro che una sua parte.
Ma ti starai chiedendo perché ti dico queste cose; innanzitutto perché è ora che ti renda conto di essere un mammifero presente sulla terra da milioni di anni, figlio di milioni di progenitori, nato grazie ad alcune combinazioni casuali; in secondo luogo vorrei ricordarti che il caos esiste, sì, la casualità, la nostra incapacità di comprendere la concatenazione degli eventi è imperante nel mondo da voi conosciuto, che non è di certo l’unico, ma è già troppo visto che non riuscite a vivere in pace gli uni con gli altri, figurarsi se conosceste forme di vita extraterrestri, per usare le vostre parole.
Detto questo vorrei spiegarti meglio ciò detto all’inizio e cioè che ti conosco da tempo immemorabile.
Il tuo patrimonio genetico differisce da quello di uno scimpanzé di circa un paio di geni, una briciolina in un mare se ci pensi, eppure quei due geni diversi ti hanno permesso di essere al vertice di qualsiasi catena alimentare, di dominare, per quanto concesso, la natura, e di crederti il migliore essere vivente sulla faccia della terra.
Da prima che questi due geni mutassero io ti osservavo crescere, cercare cibo nelle foreste, fuggire dai predatori, morire nei prati, diventare polvere e di nuovo crescere nei tuoi figli.
Non è stupendo avere figli? Lasciare qualcosa di noi che perdurerà nel tempo dopo la nostra morte, a me sembra la magia più grande della natura…
Da quando la prima cellula destinata, scusa il termine ma è per farti comprendere meglio, a diventare l’uomo che sei adesso si è sviluppata, ti ho seguito, osservando i piccoli grandi passi che facevi nell’evoluzione, senza sapere dove saresti giunto, sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio, e anche ora ti osservo aspettando il nuovo passo nell’evoluzione e così via.
Immagina di poter osservare l’universo con occhio esterno, vederlo crescere, evolversi in miliardi di forme di vita differenti, immagina tutto questo universo in continua evoluzione come una sfera di cristallo dentro la quale è possibile guardare, ora immagina una moltitudine non numerabile di sfere di cristallo che differiscono dalle altre per piccole differenze e avrai più o meno un raffigurazione in scala del mondo dove stai vivendo.
Dopo aver dato un bello sguardo d’insieme a questo groviglio di luccicanti sfere di cristallo ricolme di energia vitale, ritorna a quella nella quale sei abituato a vivere e concentrati su di essa. Se ti sforzi un pochino potrai vedere la vita crescere e crescere senza mai fermarsi, ramificarsi in intricate trame differenti, senza senso, casualmente arrestarsi per poi riprendere in modo diverso da quello interrotto; bene, in questo preciso istante i tuoi occhi e miei stanno guardando la stessa cosa nello stesso modo, solo che a te manca la consapevolezza di ciò che stai osservando.
Scommetto che ti stai chiedendo il senso di tutto questo, chi l’ ha creato e perché.
E se fosse che tutto questo si è generato dal nulla senza motivo?
“Nulla si crea nulla si distrugge e tutto si trasforma” obbietteresti tu, ma questo è vero solo per il tuo mondo e fra poco te ne renderai conto…
Quindi per favore, per adesso abbandona la strada delle domande senza risposta e segui il mio ragionamento.
Mentre osservi la vita dominare indiscussa in Gaia, coincidere con essa e con essa per mano evolversi continuamente, cerca di lasciare libero il tuo stupore, prova a lasciarti permeare dalla bellezza della vita senza porti domande, come se la osservassi con gli occhi di un fanciullo.
Vedi bisonti correre liberi nelle praterie, aquile prendere il volo, tigri andare a caccia, leoni accudire i cuccioli, insetti laboriosi come le formiche fare provviste per l’inverno, uomini e donne amarsi , pesci grandi e piccoli seguire le correnti oceaniche, e così via; puoi vedere il nucleo della terra muoversi continuamente, il ciclo della natura di nascita, crescita e morte compiersi senza sosta, i venti soffiare in ogni angolo del globo, il sole illuminare la terra, i ghiacci formarsi e sciogliersi ed ogni istante ti sembra lungo e importante come un’ era…
Dove saremo quando la luce dei nostri occhi non sarà più in grado di illuminare la terra? Quando la luna non si specchierà più nel profondo della nostra anima?
Dove saremo?
Tutto quello che hai osservato è un piccolo frammento di vita che in esso racchiude la vita stessa.
E’ difficile comprendere quest’ultima frase me ne rendo conto, ma fra poco potrai capire tutto quanto senza eccezioni.
Immaginati la vita come un immenso frattale, se rimpicciolisci questo ente a tuo piacimento otterrai nuovamente un frattale che conserva le stesse caratteristiche di quello di partenza, ecco perché il segreto della vita è racchiuso in te come in un insetto, nelle grandi correnti oceaniche come in una piccolissima goccia di rugiada, in un uragano come in un caldo vento primaverile, nel nucleo della terra come in un piccolo frammento di lava solidificata, in una montagna grandissima come in una piccola tana di talpa; per il solo motivo di esserci ogni ente è la vita stessa…
Eppure io so che continui a non capirmi, anzi sei sicuramente spaventato e ora ti senti nel cuore un’ ansia che non avevi mai provato.
L’uomo ha dimenticato di essere la vita e ora l’ansia evolutiva lo spinge ad avere paura della vita stessa.
Bella frase non credi?
Non domandarti il senso di tutto questo, te l’ ho già spiegato, non puoi capire il significato della vita fino a quando non accetti che è l’ universo stesso che osserva il mondo attraverso i tuoi occhi.
Certo una cosa è immaginare di osservare ciò che ti ho detto e una cosa è vederlo realmente con i propri occhi, ma a quello arriveremo presto, più presto di quanto pensi.
Prima di salutarti voglio parlarti ancora di una cosa, della morte.
Non spaventarti, non c’è nulla di cui aver paura, voi uomini avete sempre visto la morte come la fine della vita, ma non è così.
Ritorniamo al nostro punto di osservazione, per così dire celeste; abbiamo visto il ciclo della vita compiersi più volte nello stesso istante e a più livelli, in questo ciclo però è compresa anche una fine che coincide con il ritorno al punto di partenza del ciclo stesso, il quale ricomincia in maniera diversa, seguendo le medesime tappe, ma evolvendosi in un modo completamente diverso dal precedente.
Per semplificare le cose osserviamo pochi istanti di vita di un singolo essere vivente, per esempio di un uomo, ma avremmo potuto benissimo scegliere una tigre o una mosca; in questo breve lasso di tempo quest’uomo sta facendo una passeggiata in un bosco e mentre cammina una zanzara lo punge sul braccio traendone nutrimento, l’uomo distraendosi per la puntura calpesta un fiore recidendone il gambo, allora si china a raccoglierlo, nel fare questo compie uno sforzo muscolare liberando calore che va a sommarsi ad altro calore che infine equilibrerà il bilancio termico terrestre. Dopo aver raccolto un fiore egli tocca il muschio presente sulla corteccia di una pianta ancora bagnato dalla rugiada e alcuni batteri penetrano nel suo organismo tramite i pori della pelle, così come quando si ferma a bere un sorso d’acqua ad un ruscello.
Come hai visto quest’uomo in pochi istanti è entrato in contatto con molte specie di vita differenti, svolgendo il proprio compito nel grande cerchio della vita, sia positivamente, come per la zanzara, che negativamente, per il fiore.
La morte è la stessa cosa. L’uomo morendo prende parte al cerchio della vita per l’ultima volta, in attesa di poter rinascere prima o poi sotto un’altra forma, magari fra milioni di anni, perché qualcosa di lui è penetrato nel ciclo vitale di migliaia di esseri viventi con i quali ha interagito in ogni singolo istante della propria vita.
Credo di averti lasciato abbastanza materiale per poter pensare a qualcosa di diverso che non sia sempre il senso dell’esistenza umana.
Arrivederci a presto mio caro Andrea
Il tuo Id…
P.S. Non dimenticarti di bruciare la lettera dopo averla letta, così potremo incontrarci…
Era la lettera più strana che avessi ricevuto, e questo misterioso Id aveva ragione, mi aveva lasciato molto materiale sul quale ragionare, e doveva conoscermi molto bene se era al corrente del mio appetito per la riflessione.
A volte me ne stavo ore intere sdraiato in un prato a riflettere sulla vita, ma non mi era mai capitato di dover estendere così tanto il mio pensiero.
Abbandonai per un momento la lettera sul tavolo per andare a prendere dei fiammiferi, dato che avevo molta voglia di conoscere Id di persona, ma mentre passavo davanti alla finestra notai che la tempesta era finita senza lasciare la minima traccia del suo passaggio, la strada non era bagnata, e le persone affacciate alla finestra o in giardino non avevano l’aria di uscire di casa dopo una bufera.
LA GITA AL LAGO…
Il telefono funzionava, così telefonai ai miei figli per avvisarli che quella sera sarei passato a prenderli per passare con loro il week - end al lago.
La loro voce gioiosa mi distolse completamente dal ricordo della lettera anche se nella mia mente continuava a circolare una frase: “Dove saremo quando la luce dei nostri occhi non sarà più in grado di illuminare la terra? Quando la luna non si specchierà più nel profondo della nostra anima?
Dove saremo…
Tutto quello che hai osservato è un piccolo frammento di vita che in esso racchiude la vita stessa…”
Partimmo verso le sette di sera e, giunti ormai in prossimità del lago, ci fermammo a mangiare.
Ricordo ogni singolo istante di quei giorni perché successero molte cose incredibili.
Ci eravamo seduti al tavolino in fondo alla pizzeria e stavamo per ordinare quando la cameriera, una ragazza di non più di diciotto anni, si avvicinò e chiese il mio nome; nello stesso momento Alice era entrata nel locale e, non appena ci ebbe notato, chiese velocemente delle informazioni ad un cameriere, ci sorrise e uscì senza nemmeno venire a spiegarci come mai si trovasse in quel luogo, lei che diceva di detestare il lago perché la rendeva triste.
Non so se sul momento fui più stupito per la strana richiesta della ragazza o per l’ingresso di Alice nella pizzeria.
Dissi il mio nome alla cameriera che mi avvisò di una persona che mi stava aspettando e mi alzai da tavola spiegando velocemente ai ragazzi che dovevo assentarmi per qualche minuto.
“Come mai c’era la mamma prima papà?” mi chiese Stefano.
Certo ormai di non essermela immaginata risposi che non lo sapevo e mi avviai nella saletta indicatami dalla cameriera.
Nell’attraversare il salone della pizzeria, proprio nel punto in cui Alice si era fermata per sorriderci c’era per terra un biglietto.
Lo raccolsi e lo infilai in tasca senza guardarlo.
Giunto nella saletta l’unica cosa che trovai fu un altro biglietto di carta simile a quello che avevo trovato poco prima.
La serata continuò normalmente, io Stefano e Giulia parlammo di molte cose, della scuola, degli amici, di quanto mi mancassero e di quanto io mancassi a loro e di come sempre più spesso si sentissero trascurati per la carriera della mamma.
Mi faceva molto male sentire che una donna come Alice, prima molto interessata e attenta ai propri figli, li mettesse ora in secondo piano per colpa dell’illusione della ricchezza facile e della fama.
Cercai di non far trasparire il mio dispiacere con i ragazzi e la serata proseguì allegra e vivace, come sempre del resto quando stavamo insieme.
Arrivati a casa, Giulia e Stefano andarono subito a letto, io non potevo, dovevo riflettere e soprattutto dovevo ancora leggere i biglietti trovati in pizzeria perciò decisi di andare in riva al lago.
Era una bella serata, il lago era calmo, non c’era vento e il cielo stellato sembrava specchiarsi nell’acqua, e mi sentivo come se stessi vivendo chiuso fra due cieli che si scrutavano vicendevolmente negli occhi.
Se gli occhi dell’ universo si distogliessero da quelli del nostro cielo interiore non saremmo più capaci di ritrovare i sentieri della nostra esistenza…
Mi accorsi di aver detto una frase senza averla pensata prima, come se qualcuno me l’avesse suggerita, come se stessi ripetendo i pensieri di qualcun altro, comunque non ci pensai sopra più di tanto, cercando di convincermi di averla letta in qualche libro o di averla sentita in una canzone e decisi di aprire il primo biglietto che immaginavo avesse lasciato cadere Alice.
Migliaia e migliaia di anni fa, in una grotta un mio antenato e un tuo antenato si sono accoppiati e hanno dato il via a quella successione di casualità che ha portato al nostro incontro pochi anni fa; un incontro che è culminato con la nascita di due figli che porteranno me e te nell’eternità tramite i loro figli e i loro incontri.
Chi siamo noi per porre fine a ciò che Gaia ha permesso per più di mille anni?
Siamo solo piccoli frammenti gettati nel mistero dell’evoluzione, frammenti dotati di occhi che scrutano il cielo lontano e in esso inconsapevolmente possono leggere, se lo vogliono, il loro destino d’amore o di solitudine.
Dopo milioni di anni di evoluzione un uomo può scomparire in pochi secondi penetrando ancora di più il velo che nasconde la soluzione degli indovinelli posti dal destino, siamo davvero sicuri di voler affrontare il velo della realtà da soli?
Come possono due frammenti di vita che racchiudono la vita stessa, mettersi contro ciò che la vita gli ha concesso?
Se potessimo osservare il tempo così come osserviamo lo spazio, capiremmo che in ogni istante si risolvono così tante infinite situazioni da rendere la nostra vita praticamente infinita, perché amore mio affrontare l’eternità come frammenti isolati dello stesso sogno dispersi nel mare della consapevolezza?
Avevo le lacrime agli occhi, non avevo ancora ben compreso il significato dello scritto, ma il mio animo era felicemente sconvolto al solo pensiero che la mano che l’ aveva creato potesse essere quella di Alice.
Ma l’aveva davvero scritto lei quel biglietto?
E se anche l’avesse fatto, perché seguirmi in una pizzeria per lasciarlo cadere in un punto dove chiunque avrebbe potuto raccoglierlo prima di me?
Perché non venire direttamente a casa nostra e cercare di parlarmi?
La mia mente vagava fra queste domande senza riuscire a trovare delle risposte convincenti, ogni ipotesi che formulavo mi sembrava assurda.
A volte impedendo alle luci della vita di illuminare i sentieri, i frammenti tendono a cadere al di là della coscienza del destino, in quell’area della consapevolezza chiamata libero arbitrio…
Di nuovo quella strana sensazione di aver detto una frase senza averla pensata.
Eppure ciò che avevo detto mi sembrava una risposta al biglietto di mia moglie.
November 28 Il crepuscolo degli deiMi permetto di prendere in prestito il titolo anche se non è di dei che voglio parlare, ma di civiltà...
Perchè di civiltà? E di quale civiltà?
Ovviamente la civiltà di cui parlo è la nostra. Non facendo riferimento alla storia passata, o ad epoche passate, ma alla civiltà odierna, contemporanea (o meglio post - contemporanea), e precisamente della civiltà odierna occidentale.
Io credo che siamo di fronte al crepuscolo di questa civiltà. A partire dal lusso pseudo aristocratico (borghese?) fino agli angoli più tetri delle favelas di San Paolo, Rio de Janeiro, Nairobi ecc ecc. Perchè, stupido catastrofista del cazzo parli di crepuscolo?
La nostra civiltà è troppo opulenta e allo stesso tempo sazia per procedere oltre. Io credo fermamente che ci troveremo di fronte ad una svolta epocale fra breve, e non lo dico con leggerezza o sperando che ciò accada, ma mi sembra inevitabile. o è stato (e mi scuserete la piaggeria storica) per la belle epoque, lo è stato per Roma, tornando indetro negli anni, e così sarà per la nostra stanca civiltà che continuamente si ripete sempre identica a se stessa. Allora perchè continui a vivere direte voi? semplice: perchè la vita è bella e troppo importante per essere spiegata. Sociologicamente parlando è come se la società tutta si stesse chiudendo all'interno di una prigione di oro e diamanti, di consumi inutili, di futilità necessarie,e di mille altre cose di cui sarebbe noioso parlare.
Basta osservare come la religione non è più religione, o comunque come il lassismo culturale abbia ormai inglobato in sè anche l'idea di Dio, o come il sincretismo ideologico sia ormai vicino al collasso, tanto che è praqticamente impossibile uscire da un'idea di neoliberismo forzato e spinto fino agli eccessi (sapete che l'America ha più di una volta venduto i suoi liquami umani alla nigeria perchè li eliminasse?) E gli esempi sarebbero molti, ma mi voglio fermare qui, ribadendo però il concetto che la stanchezza intellettuale che ci perseguita e perseguiterà tutti noi per molti anni è solo l'inizio di quello che ormai non è altro che un crepuscolo...
November 25 ...Ieri a Roma un'imponente manifestazione di donne, ha marciato per chiedere la fine della violenza contro di loro...
Sarebbe anche ora che ci civilizzassimo non credete?
Detto questo, detto per solidarietà nei confronti di tutte le donne del mondo, volevo spostare l'attenzione su un altro fronte, quello della condizione e dello stato di salute del mondo.
Tutti ritengono che il mondo abbia una vita potenzialmente infinita, o comunque talmente lunga da non interessarci... E se non fosse così?
Mi è capitato di parlarne di recente, ma poche persone in effetti sanno o comunque si interessano dei danni porvocati da: surriscaldamento, inquinamento, guerre, logica del profitto ecc ecc. Non voglio dire che non si debba guardare al profitto perchè sarebbe utopico, mi piacerebbe sperarlo, ma sarebbe solo utopia, tuttavia nemmeno stare in silenzio mentre le grandi corporation del mondo, delle quali nemmeno si conoscono bene i nomi distruggono gli ecosistemi e il sistema mondo per guadagnare di più...
Fino a quando continuerà? Vi consiglio di leggere qua e là nel web alcuni articoli sull'anno 2012 o sulle proiezioni future di scienziati a livello mondiale.
Tutti credono che il mondo abbia vita infinita o potenzialmente troppo lunga per interessarci, ma se non fosse così? Se Al Gore avesse avuto ragione? Se coloro che sono chiamati "catastrofisti" avessero ragione?
Domande inquietanti...
Prodi lancia un appello al coraggio per risolvere la crisi mediorientale, in vista della Conferenza di Annapolis. La speranza, dice, e' che si possa 'avviare un negoziato concreto che affronti i veri nodi del conflitto. Ai leader israeliani e palestinesi chiedo di avere coraggio'. Sul nucleare iraniano, Prodi sostiene che l'unica soluzione 'e' un negoziato serio e ampio'.E sul Libano dice: le forze politiche mettano da parte le divisioni ed eleggano il presidente
Tanto per restare intema, ecco condensati in poche righe alcuni nodi focali del mondo contemporaneo: guerra arabo - israeliana, Libano e Iran... Il problema è che tutte queste situazioni sono potenzialmente esplosive, sono bombe ad orologeria pronte ad esplodere e causare migliaia di morti, o milioni?
Io mi chiedo quando tutto questo avrà fine... Quando smetteremo di ricorrere alla guerra per dirimere questioni diplomatiche?
Vi lascio con tutte queste domande.
L'ANGOLO LETTERARIO
AMORE DISTANTE
Vieni mia dolce compagna al mio fianco. Percorriamo celati sentieri in foreste d’ esistenza in estasi
folle e mistica. Chiudi gli occhi e attendi il fresco vibrare del mattino mentre l’arsura sconvolge il mio viso.
Notturne veglie mi trasportano lungo le onde di pensieri, in presenti macchie vermiglie, e la tua voce mi rimanda l’eternità
AMORE PERDUTO
Ombre vermiglie, in silenzio calando; il sole, dolce di porpora al risveglio. Nebbia, un casolare solitario, desolato: esile tremolio d’amore svanito.
Sentieri celati fra i raggi che spezzano l’incanto; un istante che ritorna al mio pensiero, ultima scintilla d’amore sincero.
E notturno, dolce, si sfalda il mio cuore fra sospiri e lacrime nell’estasi mattutina. November 19 BangladeshNo Comment.........
DACCA - E' fra i 5.000 e i 10.000 morti il bilancio del ciclone Sidr che negli ultimi giorni ha colpito la costa del Bangladesh. Lo stima la Mezzaluna Rossa locale. Con tanti cadaveri ritrovati e molti ancora da recuperare è scattato l'allarme per le epidemie. Il governo ha chiesto che tutti i morti vengano bruciati quanto prima per evitare la diffusione di malattie. Le parti più colpite del paese sono quelle che affacciano sul golfo del Bengala.
Le linee elettriche e quelle telefoniche sono state parzialmente ristabilite, ma molti villaggi sono ancora tagliati fuori. Anche alcune zone della capitale Dacca sono ancora al buio. Oltre 3.000 i militari impiegati nelle operazioni di soccorso che utilizzano navi, elicotteri e mezzi dell'esercito, oltre a 43.000 volontari. Nei soccorsi sono impiegati anche elefanti. Interessata dal ciclone la zona dei Sunderbans, composta da molte isolette dove vive la tigre del Bengala. Secondo ONG locali, il numero di questi animali morti potrebbe essere molto alto. "Un appello alla solidarietà internazionale" per il Bangladesh è stato rivolto dal Papa dopo la preghiera dell'Angelus. "Nei giorni scorsi - ha detto Benedetto XVI - un tremendo ciclone ha colpito il sud del Bangladesh, causando numerosissime vittime e gravi distruzioni. Nel rinnovare l'espressione del mio profondo cordoglio alle famiglie e all'intera nazione, a me tanto cara, - ha aggiunto - faccio appello alla solidarietà internazionale, che già si era mossa per far fronte alle necessità. Incoraggio - ha concluso - a porre in atto ogni possibile sforzo per soccorrere questi fratelli così duramente provati". Tengo a ribadire il cordoglio per le vittime. Non ho parole di fronte a simili catastrofi, perciò rispetterò il silenzio della morte...
November 18 NightEd eccovi un post notturno, molto notturno...
La notte... Perchè è così dannatamente affascinante? Forse perchè il sole non lascia nulla di non detto svelando tutto, forse perchè tutti i contorni del mondo si tingono di irrealtà nella notte più profonda, forse perchè è il momento dei sogni e degli incubi, dell'inconscio e dell'insensatezza che diviene dolce come la brezza che soffia dal mare quando le stelle sono già alte in cielo...
La mia letteratura è notturna, come la mia musica, così come la mia vita, così come le ore della giornata che preferisco, perchè? Non ci sono ragioni... Le ragioni trovatele voi, ad ognuno la sua. La verità è che sono seduto ascoltando un vecchio disco di Capone N Noreaga, vecchio Rap di molti anni fa e rifletto su molti significati contemporaneamente, rifletto perchè non posso fermare il flusso della mia mente, molto più veloce del mio pensiero cosciente o delle dita che scrivono sulla tastiera. Il mondo fuori scorre, il sangue è nelle strade del mondo, ma la mia notte è inviolata, solitaria e silenziosa, di un silenzio che colpisce l'udito più di un grido isolato ed improvviso, più del rumore di tutte le fabbriche del mondo in un solo momento, un silenzio che potrebbe annientare la mia già labile razionalità e regalarmi un momento di vera illuminazione... L'illuminazione e la notte vanno insieme nel crepuscolo, insieme crescono e si affievoliscono nei recessi più profondi della mia mente artistica, abituata a cogliere le sfumature più anormali della vita...
E mentre fuori luci e suoni si inseguono, notizie si creano, vite nascono e vengono distrutte, amori si consumano in fretta, squallide mercificazioni sessuali portano calore a corpi già morti nell'anima, amanti tradiscono sè stessi per denaro, mariti e mogli tradiscono, bambini dormono sereni, altri lavorano illegalmente, madri cantano ninna nanne, anziani sentono la solitudine, insonni invocano il sonno e tossici gridano per un grammo di felicità, poliziotti inseguono delinquenti, banche vengono rapinate, uomini e donne uccisi, uomini e donne ballano e si amano, sciamani cantano alla luna, pescatori cercano il pesce, artisti creano, poeti scrivono, le stelle brillano, le nubi volano, gli animali dormono, altri scappano, alcuni cacciano, altri accudiscono i piccoli, fast - food sono colmi di persone e personalità singole, puttane dimenticano loro stesse, macchine corrono veloci, case crollano, case vengono costruite, luci si accendono e spengono, donne sospirano per amore, uomini piagono per amore, l'umanità tutta pulsa e grida e vive e suona e muore e ama e odia, mentre tutto questo accade, io ascolto questo dolce e lento groove salire veloce al mio cuore e sto, assorto e solo, ad ascoltare il suono della notte...
Good Night... Sweet Dreams to you...
November 17 Banlieue e GuerraOggi voglio occuparmi di un argomento che hai infiammato le pagine dei giornali, le televisioni, il web, insomma tutti i grandi media per qualche tempo e poi è sparito nel nulla, come se fosse stato risolto, ma non è così, non è assolutamente così... Io riporto un articolo tratto da indymedia e peacereporter del 2005, ricordando a tutti i voi che tutto ciò che è scritto è ancora la realtà purtroppo. Forse l'ex ministro Sarko, ora presidente di Francia, potrà "ripulire" le banlieue come voleva fare in precedenza, o forse, molto più probabilmente, ora che è presidente dovrà badare ad arricchirsi come tutti i potenti (Vd recente autoaumento del proprio stipendio)... Io posso solo dirmi intristito per l'esistenza di situazioni limite come questa in un occidente che dice di ritenersi civilizzato...
Se questa è vita scritto per noi da A parte le ovvie considerazioni sull'argomento in questione, oggi voglio soffermarmi su un discorso più generale, su una critica ai massimi sistemi. Premetto che, non essendo un utopico idealista, non credo che l'azione di un singolo o di una minoranza possa cambiare la situazione ai massimi sistemi (intendendo per essi Governi, Stati, Lobby, Potentati più o meno occulti ecc ecc.) Ciò che è terrificante è che al di là delle guerre più blasonate, Afghanistan e Iraq, ci sono numerosi conflitti più o meno grandi tutt'ora in corso, tanto che se li segnassimo con una luce rossa sul planisfero, avremmo una tonalità di rosso molto intensa alla fine. Ciò che è triste è che di milioni e milioni di persone che muoiono ogni giorno pochi parlano e nemmeno di situazioni limite come le Banlieu si parla più. Tralasciando teorie della cospirazione, teorie sulla ramificazione mondiale di logge massoniche con lo scopo di mantenere il potere, risulta abbastanza strana l'esistenza di gruppi come il Billdelberg, o della massoneria (intesa non come gruppo folkloristico, ma come società segreta ai fini del potere, vedi "Skulls and Bone" in USA). Il fatto è che pochi sanno i nomi di coloro che detengono il potere reale nel mondo, quello finanziario ovviamente, ma quasi nessuno sa che cosa queste persone facciano con il potere. Noi conosciamo i nomi di capi di governo, capi di stato, segretari alla difesa, ministri, ma non conosciamo di certo i nomi e le competenze delle persone che tengono in mano le leve del comando reale. Chi conosce, per esempio il nome dei presidenti delle società petrolifere americane (Le sette sorelle) o arabe o russe? Chi conosce il nome dei presidenti delle più grandi case farmaceutiche mondiali o delle più grandi ditte di smaltimento rifiuti nel mondo, o ancora dei più grandi costruttori di armi? Chi conosce il nome dei presidenti delle più grandi produttrici di tabacco e sigarette al mondo, o delle società assicurative sanitarie americane o mondiali? La verità è che viviamo tutti, più o meno nell'ignoranza, una condizione nella quale possiamo essere docili e manovrabili. voglio dire: il pianeta va a puttane, ma chi se ne frega! Potremmo dire: Finchè sto bene nel mio piccolo mondo privato, cosa me ne fotte del resto del mondo? La verità è che se in un'ipotetica, ma ormai reale, scelta fra il mondo e il suo benessere, oppure il potere e l'arricchimento, continuiamo a parteggiare per il potere e per il denaro, presto anche il piccolo fottuto mondo privato di chiunque sarà in serio pericolo.
Marco Alberio November 13 Luoghi ComuniHo intenzione di pubblicare un po' di luoghi comuni. Avete presente quelle inutili frasi fatte vuote di significato che tutti usano nelle normali conversazioni?
Perchè pubblicarle e farci un post? Perchè io ODIO frasi fatte e luoghi comuni e credo che parlarne sia un buon modo per eliminare dall'uso della nostra bella lingua queste odiose ridondanze.
Ecco un simpatico dialogo - tipo, uno stereotipo nel quale non è difficile riconoscere frasi molto molto utilizzate da anziani e mono anziani...
-Si stava meglio quando si stava peggio.
–Beh, non è più come una volta. –Sono d’accordo, comunque finchè c’è la salute… -Già ma chi ci garantisce: ormai non si sa più cosa si mangia. –Vero. E anche la vita è molto meno sicura. Una volta potevi andare a dormire lasciando la porta aperta. –Proprio così. Oggi gira certa gente. E anche questi giovani non hanno più valori. – Ai nostri tempi ci si divertiva con poco. –E invece adesso tutti in discoteca a drogarsi. –Io sono preoccupato per mio nipote. Sai si comincia con uno spinello e poi… -Io, al mio, per farlo distrarre gli ho regalato un gattino. –Hai fatto benissimo: il gatto è meno impegnativo del cane. Ora un semplice catalogo di luoghi comuni strausati: .Non ci sono più le mezze stagioni//Mussolini ha fatto anche tante cose buone//La sfiga è sempre in agguato//Gli dai una mano e si prendono il braccio//Una cosa...mica bau bau micio micio//Dovresti metterti nei suoi panni//Succede solo in Italia//I Gay sono più sensibili delle persone normali//Non conta quanto è grosso il pene, ma come lo usi//I francesi hanno la puzza sotto il naso//In ogni caso...fa curriculum//Stai coi piedi per terra//Si staa meglio quando si stava peggio//Sono sempre i migliori che se ne vanno//Gli esami nella vita non finiscono mai//Ogni lasciata è perduta//I soldi non fnno la felicità//Non si può fare di tutta un'erba un fascio//L'importante è partecipare//Del maiale non si butta via niente//Io digerisco anche i sassi//In tutte le discoteche gira la droga//I neri hanno la musica nel sangue//Io, ai miei tempi...//Noi non eravamo così...//Più si dorme più si ha sonno//Einstein è stato bocciato in matematica//Einstein è stato bocciato in fisica//Le lotterie, i giochi a premi ecc sono tutti truccati//Tanto si sa già chi deve vincere//A Londra piove sempre//I meridionali son tutti mafiosi//Loro sono diversi da noi//Ci sono due italie//I napoletani sono tutti ladri//Qui al nord siamo tutti stressati per il lavoro//A Londra piove sempre//Le persone di colore puzzano//Ormai cè da aver paura ad andare in giro//Di notte esce solo la brutta gente//Il gatto è un animale indipendente//Morto un papa se ne fa un altro//meglio tardi che mai//In che mondo viviamo//E comunque la diversità di cibo da regione a regione che c'è in Italia, non la trovi da nessuna parte//L'amicizia fra uomo e donna non esiste//Il pesce fa bene alla memoria//Negli sport le persone di colore sono più forti//in un uomo guardo le mani//in una donna guardo gli occhi//Tanto Dio è sempore lo stesso anche se lo chiami Buddha, Allha ecc.//Gli uomini pensano solo a "quello"//In centro non si può mai, ma proprio mai parcheggiare//In Italia non c'è lavoro//Sarà l'estate più caqlda del secolo//I politici sono tutti uguali//La politica è tutta sporca//i gay sono i migliori amici delle donne//Il nero snellisce un casino//Dai, non fare quella faccia...//Piove sul bagnato//Ehhh siamo in Italia...//Io non sono razzista, però se se ne stessero a casa loro//Ogni sigaretta ti toglie 6 minuti di vita(Ma ci sono mille varianti, io l'ho sentita fino ad un'ora di vita)//Guida una donna, lo sapevo...//Carpe Diem//Le ragazze di oggi sono tutte facili//certe cose ti segnano//La più bellla va sempre con il più sfigato//Prima o poi la corda si spezza//Parigi è la città più romantica//E' una questione di pirncipio//Domani è un altro giorno//Il bagno puoi farlo solo dopo tre ore//sarà per la prossima volta//I comunisti mangiavano i bambini//I ballerini sono tutti gay... Il catalogo sarebbe ancora lunghissimo, poichè le frasi pronte da usare e totalmente vuote di senso, o comunque lontane dal loro senso reale, sono moltissime, un'infinità. Ciò che mi spaventa è che: 1. Sono potenzialmente infinite poichè tutti possono coniarne di nuove ogni giorno. 2. Attribuiamo ad esse una grande importanza, poichè spesso concludono una discussione mettendo tutti, più o meno, d'accordo. Sono sentenze apodittiche che non lasciano spazio al contradditorio. Come si potrebbe infatti ribattere ad una frase come: si stava meglio quando si stava peggio? Questa frase, a leggerla bene, non ha senso, si autocontraddice da sola svuotandosi di significato, ma proprio per questo apre all'ascoltatore un orizzonte che lui stesso deve riempire con le proprire esperienze, e quindi impossibile da confutare. Il fatto è che, se qualcuno contraddice il luogo comune, quindi il senso comune da tutti accettato, sembra commettere un reato gravissimo; sostiene, di fronte all'uditorio, una posizione insostenibile. Parliamo ovviamente di un uditorio medio - basso di utenti della lingua e diastraticamente, diamesicamente e diafasicamente basso e meno curato. Ho infatti notato che maggiore è il grado di istruzione e di cultura del parlante e minore è l'utilizzo dei luoghi comuni. Mi chiedo pertanto: il luogo comune è quindi in grado di intervenire nel momento in cui il parlante si trova di fronte ad una lacuna nel proprio bagaglio di conoscenze? Mi spiego meglio. Se durante una conversazione il nostro interlocutore utilizza un'argomentazione che ci spiazza, che ci porta su un terreno a noi sconosciuto, ecco che allora arriva un luogo comune a coprire questa zona d'ombra del nostro sapere. La soluzione potrebbe quindi essere aumentare la conoscenza e la cultura per diminuire l'influsso dei luoghi comuni nel parlato. ROMA - Ci sono ''centrali eversive che alimentano l'estremismo nelle tifoserie, che cercano di assoldare come militanti armati contro la polizia tanti giovani che trovano cosi' la loro identita'''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Amato riferendo in aula alla Camera sulla morte di Gabriele Sandri. La procura di Roma, ha proseguito, ''ha inteso verificare se negli incidenti di domenica sera c'e una possibile connessione terroristico-eversiva, ma questo e' uno dei temi che dobbiamo affrontare e dobbiamo liberarne il calcio''. E purtroppo, come in un film già visto, ci ritroviamo a parlare di morti tra i tifosi, di tifoserie violente, di vita "Ultras", di cellule eversive vicine al mondo della tifoseria organizzata. Perchè, dico io, perchè le persone non sono in grado di tifare la propria squadra nel rispetto delle altre, nell'alveo della sportività, evitando di pensare all'annientamento fisco e morale degli altri tifosi? Forse quando giungeremo ad avere un tifo nonviolento e sportivo, allora vivremo in una società migliore. L'ANGOLO LETTERARIO CORNICE
Buon giorno, io sono Raymond K., un conoscente di Steve Brodie, l’uomo che ha scritto queste memorie. Io ho avuto il privilegio di raccoglierle direttamente dalle mani di coloro che assistettero alla sua cattura quasi un anno fa e ho deciso di pubblicarle perché fossero una denuncia di ciò che lo stato fa ogni giorno in ogni nazione compresa la propria. Ho riportato tutto come era stato scritto, non ho omesso, aggiunto o cambiato niente, fatta eccezione per i nomi (compreso il mio) che Steve aveva deciso di non omettere o cambiare, che sono stati cambiati per non essere rintracciabili. Steve fu catturato e probabilmente giustiziato per crimini contro l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale alla fine di febbraio 2005, io rendo queste memorie un anno dopo all’opinione pubblica sperando che esse possano significare qualcosa per tutti voi.
Sinceramente, Raymond K.
Finalmente ho finito di pubblicare qui il mio secondo romanzo dal titolo "Ricordo Perduto". Spero abbiate gradito. Alla prossima.
November 12 Discussione su blue life
Citazione
November 07 Il tempo perduto...Vi scrivo un pensiero, e cercherò di farlo il più spontaneamente possibile, così come è venuto nella mia mente, fra molti molti altri...
Il tempo perduto... Proust ci ha scritto un'opera monumentale, Leopardi si struggeva per esso e con lui tanti altri grandi della letteratura mondiale di ogni tempo, dal Petrarca ad Elsa Morante, ma questo non conta... Il tempo è una categoria astratta e potentissima, l'unica categoria degna di essere considerata la quarta dimensione della scienza, l'unica entità irraggiungibile, inarrivabile, onnipotente eppure arbitraria, sì perchè non esiste se noi non gli diamo peso... Il tempo perduto è qualcosa che ci appartiene e ci spaventa, il tempo perduto è l'infanzia andata, il tempo delle illusioni, più o meno dolci, dal quale ci stiamo, dolorosamente, ahimè quanto, staccando per non tonrare mai più.... Immaginatevi un pomeriggio assolato che volge alla fine, il crepuscolo imminente che prelude la notte... Ora una spiaggia bianca e bellissima sulla quale si frangono le onde creando un dolce soffio tra i marosi... Ora immaginatevi di allontanarvi da tutto questo per entrare in una selva oscura sì aspra e forte... Questa è la vita, o almeno l'immagine che , per me, più le si avvicina: lasciare qualcosa di stupendo, il tempo del fanciulo divino, come direbbe Jung, il tempo delle certezze assolute, della totale comunità fra io e mondo senza fratture, noia, dolore, angoscia... Eppure tutta questa perfezione alla lunga non ci basta e voglia mo di più, vogliamo una selva nella quale perderci, una foresta in cui "colonne vive" ci rimandano corrispondenze continue tra le quali "per poco il cor non si spaura"... vogliamo l'ignoto e non chiedamo altro che di perdere la strada alla ricerca di qualcosa che non troveremo mai, che cosa esso sia, non saprei dire... Il fatto è che lasciando la certezza, perdendo per sempre gli occhi dell'innocenza noi guardiamo il mondo attraverso alcune ombre e alcune luci che prima non esistevano e questo gioco cromatico e di riflessione ci affascina, ci intriga, ci attira a sè ed è destinato a cancellare per sempre dalle nostre menti persino il ricordo della spiaggia perfetta sulla quale abbiamo passato la nostra dolce età dell'oro...
Questo non è giusto o sbagliato, è semplicemente la vita, è tutta qui, e noi possiamo odiarla o amarla, ma non fa differenza poichè essa scorrerà lenta e inesorabile fino alla fine, fino alla sua logica conclusione per quanto illogica o terribile essa possa sembrare. Io non chiedo altro di avere ancora la possibilità, un giorno o l'altro, di rivedere, anche solo per qualche istante, la mia spiaggia immacolata e perdermi di nuovo in essa, magari sdraiato sulla battima, ad osservare le stelle...
MILANO - Enzo Biagi è morto dopo 12 giorni di ricovero alla clinica privata Capitanio, nel centro di Milano, a poche decine di metri dalla sua casa. E' spirato alle 8 dopo un'ultima notte in cui le sue condizioni erano precipitate. Lo sguardo teso e il passo spedito delle figlie Bice e Carla, che attorno alle 7.20 hanno varcato la soglia della casa di cura, spiegavano più di ogni parola la drammaticità della situazione. A differenza dei giorni scorsi, infatti, le due figlie avevano passato la notte a casa e stavolta non si erano fermate con i giornalisti. "Devo dire - affermerà poco dopo Bice - che come sempre aveva programmato tutto anche per noi: ci ha fatto dormire qualche ora, me e mia sorella, e ci ha aspettato".
Enzo Biagi si è spento attorno ai sui cari, come aveva voluto, nei suoi ultimi giorni ha raccolto a sé la famiglia da 'patriarca', come lo ha definito la figlia Carla che ha ricordato le grandi attenzioni del nonno rivolte, sul letto di morte, a Pietro, Marina, Rachele e Lucia, i suoi adorati nipoti. Si pensava che avrebbe superato anche questo scoglio, tanta era stata la tenacia con cui ha combattuto la malattia. Un saluto pieno di riconoscimento ad uno dei pochi veri giornalisti della nostra ultima storia... Buon viaggio Enzo...
L'ANGOLO LETTERARIO
FINALMENTE IL PENULTIMO CAPITOLO DEL ROMANZO, A BREVE LA CONCLUSIONE...
CAPITOLO VIII
Vagai per Cuba nascondendomi ai militari americani che giravano per scovarci, ostacolati e non certo aiutati dall’odio della popolazione locale nei loro confronti. Dopo qualche giorno Josè, un ragazzo di vent’anni, militante di un’associazione per i diritti dei detenuti, mi aiutò a trovare una nave disposta a portarmi fino negli Stati Uniti, fino al porto di New York, da lì in avanti avrei dovuto cavarmela da solo. Partimmo il 29 dicembre del 2004. Durante la traversata con un cellulare datomi da Josè chiamai Frank e gli spiegai la situazione. Lui si offrì di venirmi a prendere al porto per portarmi oltre il confine, in Messico, io accettai. Ci incontrammo dopo qualche giorno su una banchina non utilizzata del porto. Era notte e non c’era in giro nessuno, nemmeno la ronda passava da quelle parti che erano il ritrovo di tossici, sbandati e delinquenti di ogni genere, che non si formalizzavano vedendo una nave misteriosa attraccare di notte. “Ciao Frank, come stai?” “Io bene, tu piuttosto.” “Io sto bene, per ora, e credo che sia meglio per me sparire dalla circolazione per un po’.” “Lo credo anch’io. Viaggiamo fino al confine messicano. Frank si era fatto fare dei documenti falsi, così passammo facilmente la dogana, dove per la verità, non fecero nemmeno troppe domande. La mia inquietudine non si placava, fosse per il fatto che ero scappato dalla mia nazione come un ricercato, un delinquente, fosse perché sentivo di essere braccato, il mio stato d’agitazione non scemava, anzi aumentava continuamente. Arrivammo in Messico dopo qualche giorno di viaggio, in un luogo abbastanza sperduto poco dopo il confine con gli Stati Uniti. Avevo la precisa intenzione di contattare alcuni legali per far valere i miei diritti e successivamente rientrare nel mio paese come un cittadino onesto quale ero e sono. Purtroppo non andò come sperai, ho poco tempo, quindi devo raccontare in fretta. Rimasi in Messico circa un mese, contattai alcuni avvocati, ma mentre stavamo preparando un piano di difesa, probabilmente intercettando una conversazione, la CIA riuscì a rintracciarmi e dovetti fuggire, di nuovo a bordo della macchina di Frank, cambiando mezzo ad ogni autonoleggio che trovavamo sulla strada. La città più vicina in cui Frank aveva delle conoscenze era New Orleans, dove conosceva una persona che abitava nel quartiere francese, notoriamente pieno di artisti e di persone non inclini a fare troppe domande e alle quali non andavano molto a genio poliziotti ed agenti di ogni specie. Passai lì i miei giorni migliori, ed anche se ho poco tempo, sento infatti gli agenti che si avvicinano alla casa nella quale mi trovo, voglio raccontare quali persone stupende mi ospitarono, per lasciare nei miei scritti un ricordo, qualcosa che possa testimoniare la loro generosità. Ometto i nomi, non voglio che il governo li perseguiti a causa mia, ciò che vi basta sapere è che sono persone povere, l’unico bene che possiedono è la loro casa, nella quale vivono in famiglia molto allargata, di una decina di persone, alcuni bianchi, altri di colore, altri ancora ispanici, un misto di etnie che dona colore e vivacità alla vita di queste persone che vivono d’arte e di piccolo artigianato casalingo. Non ho mai mangiato, parlato e riposato bene come in questa casa. Seduto con questa gente semplice ho finalmente assaporato qualcosa che manca all’uomo moderno: la percezione di essere un uomo libero. Qui, senza costrizioni, imposizioni, obblighi, tra un concerto jazz, una cena, un po’ di lavoro con i ragazzi, ho capito che anche se il mondo si fottesse insieme a tutti i suoi signori e padroni, se rimanessero persone del genere, allora tutto potrebbe continuare per il meglio; purtroppo la verità è che tutti loro, meno il capo famiglia, dovranno scappare portandosi con loro queste memorie, il mio piccolo libro che vuole essere il mio ultimo lascito per il mondo, la testimonianza vera e reale che non ho potuto rendere perché braccato e che forse qualche amico potrà un giorno regalarvi. Non l’ho fatto per migliorare le cose, non per farvi aprire gli occhi, ma solo per darvi un po’ di quello che ho subito, solo per ricordarvi che non tutto è come appare, che i governi non sono il meglio della società, che la democrazia non è scontata ma va guadagnata e vigilata ogni giorno, che io, un giorno uomo libero di esprimere le mie opinioni e di vivere la mia vita, ora verrò catturato, torturato e giustiziato. Eccoli, sono entrati, sento i passi sulle scale, le ultime righe, poi cederò questo quaderno agli ultimi amici che mi sono rimasti, addio…
Credete che sia finita? No, la morte è in diretta… Voi credete di avere un’anima? Tu pensi di avere un futuro? … November 02 L'AmoreRisulterà forse un abbinamento distonico quello del post e del titolo del post con la notizia che andrò a commentare.
In verità non è così.
L'amore... Perchè parlare d'amore? Perchè in un mondo malato e schizofrenico come il nostro forse l'amore è l'unica nostra parte buona... L'unica via che conduce alla saggezza e insieme alla follia, l'unico senso e l'unico scopo possibile in una realtà che lentamente si avvia verso la crudeltà e la cattiveria...
Amare è credere, è fiducia, è forza, istinto, è essere nel proprio tempo, è essere hic et nunc e contemporaneamente nel passato, nel futuro, è essere universale...
amare è avvicinarsi all'idea di dio perchè l'amore è purezza e verità... Non c'è amore senza sicerità, non c'è amore senza verità, non c'è amore senza volontà...
Mi ricordo ora versi bellissimi: Amor ch'a nullo amato amar perdona/ mi prese del costui piacer sì forte/ che come vedi ancor non m'abbandona... Così Dante nel trecento dipingeva questa forza primigenia e pontentissima della natura...
Io credo nel suo potere e ad essa mi affido, e ovviamente a colei che per me E' l'amore in sè stesso: Valentina, lei a cui è dedicato il mio primo libro, tutta la mia opera, tutto il mio essere, lei grazie alla quale sono e scrivo, lei che rende atto l'arte che in me è solo potenza... Grazie per tutto ciò che fai per me, queste parole te le dovevo da tempo...
Ti Amo...
(ANSA) - MOGADISCIO, 2 NOV - Un soldato etiopico e due civili somali sono stati uccisi a Mogadiscio in una sparatoria durante un'operazione di rastrellamento. Il blitz e' stato condotto dall'esercito etiopico contro insorti, in un quartiere nella parte sud della capitale."Ho visto un soldato etiope morto ad un incrocio ad Al-Bakara. Era stato portato da suoi colleghi, era ferito a una gamba", ha detto un testimone. Secondo un altro testimone anche due civili sono morti raggiunti dai colpi.
Ed ecco che, qualcuno penserà, qrriva la contraddizione in termini... Finora abbiamo parlato d'amore e adesso citi la guerra... E doc'è l'errore? Voglio dire che se nel mondo fosse l'amore a vincere e non l'odio non avremmo notizie di questo tipo, notizie che peraltro si susseguono tutte uguali seppur diverse dalle diverse parti del mondo dove ci sono guerre in corso... E sono davvero tante, troppe, immensamente troppe. Tutto ciò è profondamente sbagliato e forse il motto ormai scolorito e abusato che chiedeva pace e amore per tutti è davvero l'unica via perseguibile per il miglioramento mondiale.
Pertanto concludo con l'angolo letterario proponendo, diversamente dal solito una poesia a Lei dedicata, una delle tante ovviamente...
L'ANGOLO LETTERARIO
NOI…
Torri d’avorio svettano tra le stelle mentre in vortice un silenzio; Le tue mani esplorano lidi misteriosi nel mistero della notte.
Come detriti alla deriva immersi in acque biancastre, adagiati su scie lattiginose e notturne; come comete nel cielo limpido e intatto, come sentimenti dispersi ed eterni ma affini: Noi siamo.
Quando misteri sfiorano il mio cuore selvaggio e violentano la mia mente; quando tutto intorno danzando svanisce, un barbaglio di luce: Noi siamo…
Mentre perle dorate sul tuo corpo scivolano lente e si mostrano; mentre segreti si svelano ad un tuo cenno: Io sono... October 29 Dio e la morteInnanzitutto buona sera a tutti...
Dato che le visite crescono di giorno in giorno credo sia giunto il momento di prendere posizione da parte mia rispetto ad un concetto importante e complicato: Dio.
La morte è connessa ad esso e pertanto tratteremo anche di essa.
Dio è sempre stato molto controverso per me. Già da quando ero piccolo e poi sempre di più con l'età. Ho spesso oscillato tra un agnosticismo svogliato e un ateismo militante e ancora oggi, in verità, non saprei decidermi. La verità è che di fronte a tante atrocità commesse dall'uomo, la creatura che, in teoria, più assomiglia a Dio, mi riesce difficile credere alla sua esistenza, ma tante volte questa mi sembra solo stupida retorica da persone senza cervello e appellarsi a qualcosa di finito per spiegare un essere che, sempre in teoria, ha i caratteri dell'infinito in sè, mi sembra scialbo e povero, quantomeno riduttivo.
Pertanto non voglio basarmi su qualcosa di concreto. La mia idea filosofica della vita, cioè un insieme casuale di accidenti che compongono una linea continua, esclude a priori l'esistenza di un'entità sovradeterminata in grado di determinare i destini delle persone. L'idea del giudizio post - mortem non è di mia competenza in quanto dovrebbe avvenire dopo la morte, quindi dopo l'unico vero mistero della nostra vita.
La morte è per me qualcosa di naturale, terribile, ma sostanzialmente giusto, nel senso che colpisce senza alcun criterio, sciegliendo a caso le proprie vittime quindi anche in questo non ci vedo alcun tipo di chiamata da parte del regno dei cieli o simile.
In conclusione resto dell'idea di non credere fino a prova contraria, fino a quando non sarà dimostrato che Dio esiste. So che può sembrare assurdo chiedere spiegazione di qualcosa che, dogmaticamente, può essere avvicinato solo per fede, ma questo è ciò che penso, che piaccia o meno. Tengo però a precisare che non denigro e accetto ogni altra idea purchè non intrisa di stupido fondamentalismo e lontana dal voler annullare le idee diverse, poichè forse è proprio la pluralità ciò di cui abbiamo più bisogno.
(ANSA) - NEW YORK, 29 OTT - Le prospettive di accordo sulla moratoria Onu della pena di morte sono "fragili" e il tempo stringe. E' il parere del ministro Bonino. Divisioni si sono create nelle ultime ore all'interno dell'Europa e c'e' il rischio che non si riesca a arrivare a un testo comune in tempo per la scadenza di giovedi' prossimo, ha precisato. Da New York, Emma Bonino ha sottolineato che per essere messo ai voti dall'Assemblea il testo di risoluzione dovrebbe venire ufficializzato alle NU entro giovedi'.
Cito questa notizia in quanto sono ideologicamente contrario alla pena di morte perchè pratica disumana e perchè ritengo un castigo maggiore dover passare tutto il resto della vita in una gabbia. A volte la morte può essere una soluzione troppo semplice.
Ammetto che alle volte, di fronte a crimini di particolare crudeltà, anche io ho invocato, per rabbia, la pena di morte, ma a sangue freddo essa mi pare così vuota di senso, così bassa, da rendermi impossibile una sua giustificazione.
Spero pertanto che la risoluzione arrivi dove deve e che aboliscano una pratica che ancora è un retaggio medievale, a mio avviso ovviamente.
L'ANGOLO LETTERARIO
Mi svegliai dopo molte ore in una cella, questa volta con finestra che dava su un terreno del tutto anonimo, faceva molto caldo, c’era odore di sale nell’aria, pensai dentro di me di essere nel carcere di Guantanamo a Cuba e anche che questa volta non mi avrebbero lasciato andare dopo qualche mese. Vennero a prendermi dopo qualche giorno, mi portarono in una stanza dove c’erano due soldati e un agente del governo, un secchio d’acqua ghiacciata e una sedia. “Steve, puoi dirci quello che vogliamo sapere seduto su quella sedia, oppure mentre vomiti acqua gelata, a te la scelta.” Mi sedetti dando loro l’idea che volessi collaborare. “Sei stato incarcerato perché recidivo di crimini contro l’ordine nazionale e per l’accusa di alto tradimento e associazione a scopo di terrorismo. Come ti dichiari?” “Innocente.” “Verrai processato e condannato fra una o due settimane al massimo durante le quali potrai muoverti all’interno del carcere, ma non potrai intrattenere rapporti con gli altri detenuti.” “In regime di isolamento quindi?” “Vedo che ci siamo capiti.” “Non ho diritto a fare una telefonata?” “No, non hai diritti qui. Ti spiego come funziona: se collabori con me al giudice dirò che sei un soggetto recuperabile, non uno di quei cani che stanno nel reparto dei terroristi di Al Qaeda, in caso contrario dirai comunque quello che vogliamo sapere, dopodichè verrai processato e condannato e non rivedrai più la luce del sole. Sono stato chiaro?” “Si.” “A quali giornali hai spedito gli articoli?” “Lo sapete già, quindi perché me lo chiedi?” “Rispondi e basta.” Risposi. Lui tirò fuori tutti i miei articoli da una cartelletta in pelle e mi disse: “Sono questi?” A questo punto capii che non c’era più niente da fare, non sarei mai uscito vivo da quella prigione, le mie speranze fino a quel momento si poggiavano sul fatto che qualcuno si sarebbe insospettito se l’autore di articoli così scottanti fosse sparito di colpo, ma visto che gli articoli non erano mai giunti a destinazione, non avevo nessuna speranza, probabilmente avevano già dato la notizia della mia morte agli amici e anche il processo era una proforma divertente e nient’altro, quindi guardai per un po’ gli articoli poi sputai in faccia a quel bastardo che mi rivolgeva le domande e mi avventai su di lui. Mi fermarono prima che potessi colpirlo e mi picchiarono fino a farmi perdere i sensi. Il pasto, che consisteva di un pezzo di pane raffermo e un po’ d’acqua putrida, mi veniva servito una volta al giorno. Non c’era il water nella mia cella e dovevo espletare le mie funzioni corporee in un angolo. Dormivo con i topi che mi mordevano le caviglie, ogni tanto qualche soldato veniva a prendermi e si ripetevano le torture già subite nell’altro periodo di carcerazione, a volte mi costringevano a guardare mentre abusavano sessualmente di qualche detenuto, altre volte abusavano di me. Maiali violenti bastardi assassini aguzzini, che l’inferno vi bruci per l’eternità, che la morte vi colga dolorosamente, che le vostre famiglie spariscano in qualche profondo baratro, che un lupo divori le vostre viscere fino all’estremo supplizio, cani che non meritate la vita che vi è stata data, topi di fogna grassi di potere, picchiatori perversi, che tutto ciò che ora date all’uomo vi venga restituito in doppia razione, nessuno potrà mai perdonarvi per le torture, le vessazioni, i pestaggi, siete il cancro che infesta questo mondo, siete rifiuti umani infettivi, siete quello che rende il mio mondo una fogna putrida. Venni processato dopo qualche settimana e condannato a scontare trent’anni nel carcere di Guantanamo, una condanna che equivaleva ad un’esecuzione poiché nessuno avrebbe potuto resistere per più di qualche mese lì dentro, figurarsi scontare una pena così lunga. Tuttavia avvenne un miracolo, dopo circa tre mesi che mi trovavo nel carcere scoppiò una rivolta grazie alla quale dieci detenuti riuscirono a fuggire ed io ero uno di loro. … October 25 Il perchè della cattiveria...Proprio in questo periodo sto leggendo e studiando uno dei più bei romanzi del novecento scritto da Elsa Morante, una fra i più grandi romanzieri di tutti i tempi: L'isola di Arturo... Il romanzo si dipana lungo il percorso di formazione di Arturo, il personaggio principale, narrato da lui stesso da "infinita distanza", da un narratore insomma che rievoca l'infanzia con gli occhi che aveva a quel tempo senza nessuna coscienza del poi, senza che le ombre dell'adultità scalfiscano la limpidezza dello sguardo di bambino.
Questo sguardo, che, ahimè, perdiamo non momento della nostra maturità è lo sguardo più sincero e privo di menzogna, uno sguardo pulito e bellissimo, puerile e devastantemente bello. Arturo crescerà di soli due anni, dai 14 ai 16 nel romanzo e poi di lui non si saprà più nulla, perchè ciò che conta è il percorso in sè, ricco di prove e difficoltà, di sentimenti e paure, di angosce adolescenziali e di sicurezze infantili.
Ed è così bello per noi, per noi che abbiamo lasciato il tempo delle dolci illusioni da tempo, perderci ancors una volta e fingere di avere ancora un'opportunità per osservare, anche solo di sfuggita, il mondo dalla finestra dell'innocenza, una finestra chiusa nella realtà, ma che nell'immaginazione, forse, può ancora essere aperta.
BRESCIA - Il pm Paolo Guidi ha chiesto 30 anni di reclusione per il padre di Hina Saleem e due cognati della ragazza uccisa l'11 agosto dell'anno scorso. Il pubblico ministero Paolo Guidi ha inoltre chiesto due anni di reclusione per lo zio materno di Hina, accusandolo di concorso nell'occultamento del cadavere della ragazza, ma non di concorso nell'omicidio, al contrario di quanto accaduto inizialmente. Hina dopo l'omicidio era stata infatti seppellita nell'orto della villetta in cui viveva la famiglia a Sarezzo, nel Bresciano. Lo stesso zio, durante dichiarazioni spontanee aveva ammesso la sua partecipazione all'operazione di sepoltura ma aveva detto di essere stato estraneo all'omicidio.
Hina Salem sarebbe stata uccisa per "salvare l'onore" della famiglia. Lo ha sostenuto il pm di Brescia Paolo Guidi nella sua requisitoria al termine della quale il magistrato ha chiesto 30 anni di reclusione per il padre della ragazza pachistana, per due suoi cognati mentre ha chiesto la condanna a 2 anni, ma solo per occultamento di cadavere, per lo zio materno.
Ho volontariamente citato questo notizia dopo la desfrizione, breve, del romanzo in questione, perchè trovo che non ci sia nulla di più lontano dall'innocenza di un'innocenza negata e distrutta proprio nel momento in cui stava per essere abbandonata spontaneamente per approdare all'età adulta. Non voglio qui esprimere biasimo o condanna per un simile gesto perchè non è necessario in quanto esso si condanna da solo, in quanto la brutalità e la grettezza dell'atto non hanno bsogno di commenti. Voglio però soffermarmi su un punto: come è possibile che l'amore parentale, l'amore di un padre, di una madre, di uno zio, possa tramutarsi in un odio così cieco, così vuoto si senso, così triste e brutale? Credo non basti accennare alla chiusura culturale di un mondo che vieta ogni diritto, anche il più elemetare, alle donne, di un mondo che relega le donne, la loro femminilità, a mero suppellettile di una società fallocratica e troglodita. Credo non sia sufficiente nemmeno biasimare un'idea così stupida come la salvaguardia dell'onore famigliare, poichè in questo caso si è fatto proprio il contrario. No, voglio fermarmi a riflettere solo su che senso possa avere una vita spezzata nel fiore degli anni, una gioventù così bella e dolce spenta dalla brutalità di uomini malvagi ed egoisti. Non voglio chimare in causa una goustizia divina poichè non ci credo, ma chiedo a tutti coloro che hanno fede se davvero credono che un giorno esseri così biechi e piccoli moralmente avranno una punizione commisurata alla loro colpa. Quello perciò che voglio dire è che anche se non trovo e non troverò mai il perchè della tua morte, anche non ti ho conosciuto nè ti conoscerò mai Hina, io ti amo perchè credo che l'amore possa dare un senso anche alla morte... L'ANGOLO LETTERARIO
Non andai nel locale in cui ero atteso, vagai per la città osservandone ogni angolo, ogni grattacielo, ogni auto, ogni viso, salutando questo mondo dall’alto dell’Empire State Building, alzando il medio a tutto quello che l’uomo si vantava di aver costruito, dalle dighe agli oleodotti, dalle petroliere ai transatlantici, dai grattacieli ai tunnel, dalle distese di cemento delle metropoli ai campi coltivati meccanicamente, dalle industrie alle conurbazioni, dai porti agli aeroporti, dalle automobili ai treni, dagli hotel ai villaggi vacanze, dai teatri alle televisioni, dalle antenne ai satelliti, dagli aerei agli shuttle, dalle creme di bellezza ai prodotti per capelli, dai vestiti di marca alle scarpe di vera pelle, dagli occhiali da sole alle parrucche, dai trafori alle centrali idroelettriche, dalla benzina alle vernici, dai fucili alle mine antiuomo, dalla guerra ai governi, dai governanti alle stragi, dalle bombe ai missili, dalle portaerei ai soldati, dai funerali ai matrimoni, dalle chiese agli dei, dalle autostrade ai computer, dagli sport per milionari ai milioni per lo sport, dalle scuole alle abbazie, dalle isole private ai paradisi artificiali, dalle riserve di caccia, alle riserve per i nativi, dalle multinazionali alla globalizzazione, dall’informatica al settore terziario, dall’energia nucleare alla bomba atomica; sputavo dritto in faccia a tutte le menzogne con le quali mi avevano cresciuto.
Quella notte mi resi conto di essere davvero libero in quanto distaccato da tutto.
Non mi interessava nulla di quello che interessava normalmente un mio simile, vagavo per la città come un disperato, un ossesso in preda a qualche strana forma di paranoica depressione, attirato da tutto quello che poteva trovare riscontro con i miei distorti pensieri, vagai e vagai fino al mattino, rientrai nel mio appartamento sfinito ma felice di aver chiuso con il mondo e pronto a riprendere la mia propaganda contro tutto quello in cui credevano i governi occidentali orientali mondiali, pronto ad essere, a costo della vita, un bug nel gigantesco sistema mondo, il negativo totale di quel soggetto attivo che il mio carceriere si era auspicato che volessi diventare.
Per prima cosa mi recai al giornale, cominciai a scrivere articoli su argomenti canonici come i diritti civili e la guerra, e intanto cominciai a cercare contatti in giro per la città, negli angoli nascosti, nel sottobosco di dissidenti che formavano la controcultura newyorkese.
Fra le tante persone che incontrai una sola attirò la mia attenzione.
Ci incontrammo in un locale e cominciammo a parlare.
“Sono i governi che andrebbero controllati, non chi si oppone ai medesimi.”
“Hai ragione Steve, infatti molte volte sono i governi stessi che pianificano ed eseguono attentati terroristici o sventano falsi attentati per poter mantenere il livello di tensione elevato.”
“Un’affermazione del genere è molto pesante, hai le prove di questo?”
“No, ovviamente, altrimenti molti governi sarebbero già caduti, ma è una pratica usuale e se ci pensi è persino logica. Prendi l’esempio dell’Italia dal dopoguerra fino alla fine degli anni 80’, durante il periodo della guerra fredda e della cosiddetta strategia della tensione. Se tu fossi il capo del governo vorresti mantenere il tuo potere, e se il tuo potere si fondasse sulla paura della parte avversaria alla tua, necessariamente per tenere alta questa paura dovresti fare in modo di screditare l’avversario, e quale miglior modo di farlo apparire un terrorista? Potresti fare di più, con i soldi a disposizione dello stato potresti addirittura compiere stragi nel tuo stesso paese accusando poi il tuo avversario in modo da screditarlo di fronte all’opinione pubblica; non solo, riuscendo anche ad accrescere in questo modo la paura delle persone nei confronti di un’idea differente dalla tua. E’ una forma di dittatura ovviamente, ma è legalizzata proprio perchè è ben mascherata dietro una facciata di legalità e benessere. Lasciando perdere l’esempio dell’Italia, anche negli Stati Uniti i governi non sono insoliti a pratiche di questo genere.”
“Se è come dici siamo tutti sottoposti a regimi dittatoriali senza che ce ne rendiamo conto, regimi che insinuano a forza la paura della diversità dentro di noi per renderci potenziali soldati da utilizzare in varie guerre di invasione mascherate da guerre difensive, una pratica, questa della guerra di invasione mascherata, per altro già presente nell’antica Roma.”
“Proprio così amico mio, alcuni di noi se ne rendono conto, e allora cercano di aiutare altre persone a liberarsi di questo terribile giogo, ma la maggior parte di noi è connessa al sistema centrale senza via di scampo, ed è persino felice di esserlo perché si accontenta dal benessere fasullo che gli viene garantito al posto di un benessere maggiore che potrebbe avere se si riappropriasse di ciò che gli spetta: la libertà.”
Ci incontrammo più e più volte durante quei mesi estivi, intanto cominciai a scrivere articoli da inviare a vari quotidiani a tiratura nazionale o statale.
Arrivò finalmente il giorno in cui mi decisi a spedire gli articoli che avevo scritto, per un totale di circa 70 pagine, nelle quali esprimevo il mio dissenso e mettevo a nudo, dati alla mano, le mancanze del mio stesso governo e dei governi occidentali in generale.
Era il 28 settembre 2004, quel giorno non vennero pubblicati e nemmeno il giorno successivo, il 30 settembre, verso le 8.00 del mattino suonarono alla porta.
“Si?”
“Polizia, apra la porta.”
Sapevo che non erano della polizia, sapevo perché erano arrivati e sapevo che fuggire sarebbe stato inutile.
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