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    November 28

    Il crepuscolo degli dei

    Mi permetto di prendere in prestito il titolo anche se non è di dei che voglio parlare, ma di civiltà...
    Perchè di civiltà? E di quale civiltà?
    Ovviamente la civiltà di cui parlo è la nostra. Non facendo riferimento alla storia passata, o ad epoche passate, ma alla civiltà odierna, contemporanea (o meglio post - contemporanea), e precisamente della civiltà odierna occidentale.
    Io credo che siamo di fronte al crepuscolo di questa civiltà. A partire dal lusso pseudo aristocratico (borghese?) fino agli angoli più tetri delle favelas di San Paolo, Rio de Janeiro, Nairobi ecc ecc. Perchè, stupido catastrofista del cazzo parli di crepuscolo?
    La nostra civiltà è troppo opulenta e allo stesso tempo sazia per procedere oltre. Io credo fermamente che ci troveremo di fronte ad una svolta epocale fra breve, e non lo dico con leggerezza o sperando che ciò accada, ma mi sembra inevitabile. o è stato (e mi scuserete la piaggeria storica) per la belle epoque, lo è stato per Roma, tornando indetro negli anni, e così sarà per la nostra stanca civiltà che continuamente si ripete sempre identica a se stessa. Allora perchè continui a vivere direte voi? semplice: perchè la vita è bella e troppo importante per essere spiegata. Sociologicamente parlando è come se la società tutta si stesse chiudendo all'interno di una prigione di oro e diamanti, di consumi inutili, di futilità necessarie,e di mille altre cose di cui sarebbe noioso parlare.
    Basta osservare come la religione non è più religione, o comunque come il lassismo culturale abbia ormai inglobato in sè anche l'idea di Dio, o come il sincretismo ideologico sia ormai vicino al collasso, tanto che è praqticamente impossibile uscire da un'idea di neoliberismo forzato e spinto fino agli eccessi (sapete che l'America ha più di una volta venduto i suoi liquami umani alla nigeria perchè li eliminasse?) E gli esempi sarebbero molti, ma mi voglio fermare qui, ribadendo però il concetto che la stanchezza intellettuale che ci perseguita e perseguiterà tutti noi per molti anni è solo l'inizio di quello che ormai non è altro che un crepuscolo...
     
    November 25

    ...

    Ieri a Roma un'imponente manifestazione di donne, ha marciato per chiedere la fine della violenza contro di loro...
    Sarebbe anche ora che ci civilizzassimo non credete?
    Detto questo, detto per solidarietà nei confronti di tutte le donne del mondo, volevo spostare l'attenzione su un altro fronte, quello della condizione e dello stato di salute del mondo.
    Tutti ritengono che il mondo abbia una vita potenzialmente infinita, o comunque talmente lunga da non interessarci... E se non fosse così?
    Mi è capitato di parlarne di recente, ma poche persone in effetti sanno o comunque si interessano dei danni porvocati da: surriscaldamento, inquinamento, guerre, logica del profitto ecc ecc. Non voglio dire che non si debba guardare al profitto perchè sarebbe utopico, mi piacerebbe sperarlo, ma sarebbe solo utopia, tuttavia nemmeno stare in silenzio mentre le grandi corporation del mondo, delle quali nemmeno si conoscono bene i nomi distruggono gli ecosistemi e il sistema mondo per guadagnare di più...
    Fino a quando continuerà? Vi consiglio di leggere qua e là nel web alcuni articoli sull'anno 2012 o sulle proiezioni future di scienziati a livello mondiale.
    Tutti credono che il mondo abbia vita infinita o potenzialmente troppo lunga per interessarci, ma se non fosse così? Se Al Gore avesse avuto ragione? Se coloro che sono chiamati "catastrofisti" avessero ragione?
    Domande inquietanti...
     
    Prodi lancia un appello al coraggio per risolvere la crisi mediorientale, in vista della Conferenza di Annapolis. La speranza, dice, e' che si possa 'avviare un negoziato concreto che affronti i veri nodi del conflitto. Ai leader israeliani e palestinesi chiedo di avere coraggio'. Sul nucleare iraniano, Prodi sostiene che l'unica soluzione 'e' un negoziato serio e ampio'.E sul Libano dice: le forze politiche mettano da parte le divisioni ed eleggano il presidente
     
    Tanto per restare intema, ecco condensati in poche righe alcuni nodi focali del mondo contemporaneo: guerra arabo - israeliana, Libano e Iran... Il problema è che tutte queste situazioni sono potenzialmente esplosive, sono bombe ad orologeria pronte ad esplodere e causare migliaia di morti, o milioni?
    Io mi chiedo quando tutto questo avrà fine... Quando smetteremo di ricorrere alla guerra per dirimere questioni diplomatiche?
    Vi lascio con tutte queste domande.
     
    L'ANGOLO LETTERARIO
     

    AMORE DISTANTE

     

    Vieni mia dolce compagna

    al mio fianco. Percorriamo

    celati sentieri in foreste

    d’ esistenza in estasi

     

    folle e mistica.

    Chiudi gli occhi e attendi

    il fresco vibrare del mattino

    mentre l’arsura sconvolge il mio viso.

     

    Notturne veglie mi trasportano

    lungo le onde di pensieri,

    in presenti macchie vermiglie,

    e la tua voce mi rimanda l’eternità
     

    AMORE PERDUTO

     

    Ombre vermiglie, in silenzio

    calando; il sole, dolce

    di porpora al risveglio.

    Nebbia, un casolare

    solitario, desolato:

    esile tremolio d’amore svanito.

     

    Sentieri celati

    fra i raggi che spezzano

    l’incanto; un istante

    che ritorna al mio pensiero, ultima

    scintilla d’amore sincero.

     

    E notturno, dolce, si sfalda

    il mio cuore fra sospiri

    e lacrime nell’estasi mattutina.

     
     
     
    November 19

    Bangladesh

    No Comment.........
     
     
    DACCA - E' fra i 5.000 e i 10.000 morti il bilancio del ciclone Sidr che negli ultimi giorni ha colpito la costa del Bangladesh. Lo stima la Mezzaluna Rossa locale. Con tanti cadaveri ritrovati e molti ancora da recuperare è scattato l'allarme per le epidemie. Il governo ha chiesto che tutti i morti vengano bruciati quanto prima per evitare la diffusione di malattie. Le parti più colpite del paese sono quelle che affacciano sul golfo del Bengala.

    Le linee elettriche e quelle telefoniche sono state parzialmente ristabilite, ma molti villaggi sono ancora tagliati fuori. Anche alcune zone della capitale Dacca sono ancora al buio. Oltre 3.000 i militari impiegati nelle operazioni di soccorso che utilizzano navi, elicotteri e mezzi dell'esercito, oltre a 43.000 volontari. Nei soccorsi sono impiegati anche elefanti. Interessata dal ciclone la zona dei Sunderbans, composta da molte isolette dove vive la tigre del Bengala. Secondo ONG locali, il numero di questi animali morti potrebbe essere molto alto.

    "Un appello alla solidarietà internazionale" per il Bangladesh è stato rivolto dal Papa dopo la preghiera dell'Angelus. "Nei giorni scorsi - ha detto Benedetto XVI - un tremendo ciclone ha colpito il sud del Bangladesh, causando numerosissime vittime e gravi distruzioni. Nel rinnovare l'espressione del mio profondo cordoglio alle famiglie e all'intera nazione, a me tanto cara, - ha aggiunto - faccio appello alla solidarietà internazionale, che già si era mossa per far fronte alle necessità. Incoraggio - ha concluso - a porre in atto ogni possibile sforzo per soccorrere questi fratelli così duramente provati".
     
    Tengo a ribadire il cordoglio per le vittime. Non ho parole di fronte a simili catastrofi, perciò rispetterò il silenzio della morte...
     
    November 18

    Night

    Ed eccovi un post notturno, molto notturno...
     
    La notte... Perchè è così dannatamente affascinante? Forse perchè il sole non lascia nulla di non detto svelando tutto, forse perchè tutti i contorni del mondo si tingono di irrealtà nella notte più profonda, forse perchè è il momento dei sogni e degli incubi, dell'inconscio e dell'insensatezza che diviene dolce come la brezza che soffia dal mare quando le stelle sono già alte in cielo...
    La mia letteratura è notturna, come la mia musica, così come la mia vita, così come le ore della giornata che preferisco, perchè? Non ci sono ragioni... Le ragioni trovatele voi, ad ognuno la sua. La verità è che sono seduto ascoltando un vecchio disco di Capone N Noreaga, vecchio Rap di molti anni fa e rifletto su molti significati contemporaneamente, rifletto perchè non posso fermare il flusso della mia mente, molto più veloce del mio pensiero cosciente o delle dita che scrivono sulla tastiera. Il mondo fuori scorre, il sangue è nelle strade del mondo, ma la mia notte è inviolata, solitaria e silenziosa, di un silenzio che colpisce l'udito più di un grido isolato ed improvviso, più del rumore di tutte le fabbriche del mondo in un solo momento, un silenzio che potrebbe annientare la mia già labile razionalità e regalarmi un momento di vera illuminazione... L'illuminazione e la notte vanno insieme nel crepuscolo, insieme crescono e si affievoliscono nei recessi più profondi della mia mente artistica, abituata a cogliere le sfumature più anormali della vita...
    E mentre fuori luci e suoni si inseguono, notizie si creano, vite nascono e vengono distrutte, amori si consumano in fretta, squallide mercificazioni sessuali portano calore a corpi già morti nell'anima, amanti tradiscono sè stessi per denaro, mariti e mogli tradiscono, bambini dormono sereni, altri lavorano illegalmente, madri cantano ninna nanne, anziani sentono la solitudine, insonni invocano il sonno e tossici gridano per un grammo di felicità, poliziotti inseguono delinquenti, banche vengono rapinate, uomini e donne uccisi, uomini e donne ballano e si amano, sciamani cantano alla luna, pescatori cercano il pesce, artisti creano, poeti scrivono, le stelle brillano, le nubi volano, gli animali dormono, altri scappano, alcuni cacciano, altri accudiscono i piccoli, fast - food sono colmi di persone e personalità singole, puttane dimenticano loro stesse, macchine corrono veloci, case crollano, case vengono costruite, luci si accendono e spengono, donne sospirano per amore, uomini piagono per amore, l'umanità tutta pulsa e grida e vive e suona e muore e ama e odia, mentre tutto questo accade, io ascolto questo dolce e lento groove salire veloce al mio cuore e sto, assorto e solo, ad ascoltare il suono della notte...
     
    Good Night... Sweet Dreams to you...
     
    November 17

    Banlieue e Guerra

    Oggi voglio occuparmi di un argomento che hai infiammato le pagine dei giornali, le televisioni, il web, insomma tutti i grandi media per qualche tempo e poi è sparito nel nulla, come se fosse stato risolto, ma non è così, non è assolutamente così...

    Io riporto un articolo tratto da indymedia e peacereporter del 2005, ricordando a tutti i voi che tutto ciò che è scritto è ancora la realtà purtroppo. Forse l'ex ministro Sarko, ora presidente di Francia, potrà "ripulire" le banlieue come voleva fare in precedenza, o forse, molto più probabilmente, ora che è presidente dovrà badare ad arricchirsi come tutti i potenti (Vd recente autoaumento del proprio stipendio)...

    Io posso solo dirmi intristito per l'esistenza di situazioni limite come questa in un occidente che dice di ritenersi civilizzato...

     

    Se questa è vita
    Case sovraffollate e giovani lasciati soli: ecco l'inferno della banlieue parigina
    Mentre proseguono le notti di fuoco alla periferia di Parigi, a Clichy sous Bois, dove le violenze sono iniziate una settimana fa, sta tornando la calma. Ma la vita, in sobborghi come questo centro alle porte della capitale, non è facile. Lo testimonia la lettera di questo ragazzo francese che fino a qualche mese fa abitava a Clichy. Uno sfogo "di pancia" che, senza fare rischiose generalizzazioni, contribuisce a fare luce su una realtà spesso dimenticata.

    scritto per noi da
    Sebastien Durand
    Se si parla di banlieues, non si può dissociare gli immigrati di origine maghrebina dagli altri. Perché che siano maghrebini, neri africani, turchi, curdi, la situazione è la stessa, non ci sono trattamenti “di favore” per i maghrebini. Clichy-sous-Bois conta 28mila abitanti. La metà della popolazione ha meno di 25 anni. Per più di un quarto delle famiglie, il capofamiglia è disoccupato. La popolazione attiva con un lavoro – per il 71 percento impiegati e operai – è diminuita negli anni Novanta, con un calo del 14,6 percento. Un’altra caratteristica di Clichy è la sua verticalità: il 78 per cento degli alloggi sono in condomini e ospitano l’80 percento degli abitanti. Circa il 50 percento delle abitazioni si trovano in palazzi di nove piani o più. Un quarto delle famiglie di sei persone o più abitano in trilocali o appartamenti ancora più piccoli.
    I problemi nelle banlieues, e in particolare a Clichy, vanno ben al di là dei problemi di comunicazione tra francesi e stranieri, anche se il razzismo è ben presente (anche in senso inverso: a Clichy i francesi sono largamente minoritari, tirate voi le vostre conclusioni...). Poi, c’è tutta una cultura (musulmana) che noi non conosciamo veramente, questa immagine della donna sottomessa, i figli maschi che sono un po’ i re della famiglia...ecco che queste cose hanno effetto anche sulla vita quotidiana: a scuola, i professori sono in grande maggioranza donne, e dato che le donne sono “meno che niente”, le professoresse perdono tutta la loro credibilità, e non sono rispettate. Come fai a imparare qualcosa se non c’è la minima considerazione per l’insegnante, tanto più che il rifiuto che ti porti dentro viene dai tuoi genitori! Non so se la ragione dei tanti abbandoni scolastici sia questa, ma certo può contribuire. Aggiungete a questo le cifre sulle condizioni degli alloggi, e vi rendete conto che ci si ritrova con degli appartamenti dove ci sono quattro o più bambini nella stessa camera, non proprio le condizioni migliori per studiare.
    Poi alcune ragazzine, una volta che sanno leggere, partono in vacanza “verso quel posto lontano” ma non tornano più...alcune tra loro sanno che ritorneranno al loro paese, allora fingono di non saper leggere, e rifanno l’anno. Non so se conoscete la fierezza dei musulmani riguardo ai loro bambini (“mio figlio ha studiato!”) e spesso, una bambina che non riesce bene negli studi è una bambina picchiata, e non vi immaginate come. Non vi dico dei bambini picchiati con i cavi elettrici, o di quel ragazzino gettato dalla finestra dal suo patrigno perché aveva riso durante la preghiera, e della sorella che da quel giorno non parla più...non vi racconto di quelle bambine che dovevano fare il bagno davanti al padre e ai suoi “amici”, o di quel bambino che è arrivato a scuola con le costole rotte, né di quello che gioca nel cortile della scuola con una pistola vera, trovata nella camera del fratello...non vi racconterò la storia di quei cinque bambini, il più grande di undici anni, lasciati a se stessi sulla strada, perché “papa è tornato nel suo paese con la sua seconda moglie, e mamma è sparita”, perché la madre è in prigione, presa mentre si prostituiva per mantenere i suoi figli....o ancora quei bambini che dormono nella stessa stanza con la madre e quel signore “che non conosciamo” che dorme con lei...non mi soffermerei su questi episodi che sono la vita quotidiana a Clichy-sous-Bois ma che nessuno vede, nessuno sente...se ve lo racconto è solo per non dimenticare quelli che si dimenticano sempre, i bambini.
    Si parla dei giovani che bruciano le auto, che sparano alla polizia...ad ogni modo, la polizia arriva sempre troppo tardi, quando il male è già stato fatto ed è già stato dimostrato che, quando il male non si vede, tutti se ne fottono. Può darsi che tutto questo casino nelle strade sia una sorta di appello di soccorso verso una società che se ne fotte. Ci sono sempre stati problemi del genere a Clichy-sous-Bois, ci sono sempre state macchine bruciate, ma sicuramente molti parigini hanno conosciuto questo nome solo nell’ultima settimana! Finchè può, la società tace e nasconde la miseria, e meno se ne parla più i politici si dicono che le banlieues non sono più un tema “caldo” e che si possono occupare di altre cose. Solo quando ci sono dei morti allora dicono “bisognerebbe fare qualcosa”, ed ecco che spunta “Sarko” (il ministro degli interni, Nicolas Sarkozy, ndT) a dire “beh, andiamo a ripulire tutto col karcher” (un apparecchio per la pulizia dei pavimenti, ndT). In effetti, ci sono centinaia di poliziotti che circondano la città, a poco a poco è tornata “la calma” ma tra una settimana, quando la tensione sarà scesa e i poliziotti andranno via, cosa succederà? Le reti di prostituzione infantile riprenderanno di nascosto, come il traffico di armi e di droga, sempre di nascosto dei bambini verranno picchiati...e quando, tra qualche anno, saranno davanti a un giudice per non importa quale reato, una voce dirà “non ha avuto un’infanzia facile...” e come al solito sarà troppo tardi.

    A parte le ovvie considerazioni sull'argomento in questione, oggi voglio soffermarmi su un discorso più generale, su una critica ai massimi sistemi. Premetto che, non essendo un utopico idealista, non credo che l'azione di un singolo o di una minoranza possa cambiare la situazione ai massimi sistemi (intendendo per essi Governi, Stati, Lobby, Potentati più o meno occulti ecc ecc.)

    Ciò che è terrificante è che al di là delle guerre più blasonate, Afghanistan e Iraq, ci sono numerosi conflitti più o meno grandi tutt'ora in corso, tanto che se li segnassimo con una luce rossa sul planisfero, avremmo una tonalità di rosso molto intensa alla fine.

    Ciò che è triste è che di milioni e milioni di persone che muoiono ogni giorno pochi parlano e nemmeno di situazioni limite come le Banlieu si parla più.

    Tralasciando teorie della cospirazione, teorie sulla ramificazione mondiale di logge massoniche con lo scopo di mantenere il potere, risulta abbastanza strana l'esistenza di gruppi come il Billdelberg, o della massoneria (intesa non come gruppo folkloristico, ma come società segreta ai fini del potere, vedi "Skulls and Bone" in USA).

    Il fatto è che pochi sanno i nomi di coloro che detengono il potere reale nel mondo, quello finanziario ovviamente, ma quasi nessuno sa che cosa queste persone facciano con il potere.

    Noi conosciamo i nomi di capi di governo, capi di stato, segretari alla difesa, ministri, ma non conosciamo di certo i nomi e le competenze delle persone che tengono in mano le leve del comando reale.

    Chi conosce, per esempio il nome dei presidenti delle società petrolifere americane (Le sette sorelle) o arabe o russe? Chi conosce il nome dei presidenti delle più grandi case farmaceutiche mondiali o delle più grandi ditte di smaltimento rifiuti nel mondo, o ancora dei più grandi costruttori di armi? Chi conosce il nome dei presidenti delle più grandi produttrici di tabacco e sigarette al mondo, o delle società assicurative sanitarie americane o mondiali?

    La verità è che viviamo tutti, più o meno nell'ignoranza, una condizione nella quale possiamo essere docili e manovrabili. voglio dire: il pianeta va a puttane, ma chi se ne frega!

    Potremmo dire: Finchè sto bene nel mio piccolo mondo privato, cosa me ne fotte del resto del mondo?

    La verità è che se in un'ipotetica, ma ormai reale, scelta fra il mondo e il suo benessere, oppure il potere e l'arricchimento, continuiamo a parteggiare per il potere e per il denaro, presto anche il piccolo fottuto mondo privato di chiunque sarà in serio pericolo.

     

    Marco Alberio

    November 13

    Luoghi Comuni

    Ho intenzione di pubblicare un po' di luoghi comuni. Avete presente quelle inutili frasi fatte vuote di significato che tutti usano nelle normali conversazioni?
    Perchè pubblicarle e farci un post? Perchè io ODIO frasi fatte e luoghi comuni e credo che parlarne sia un buon modo per eliminare dall'uso della nostra bella lingua queste odiose ridondanze.
    Ecco un simpatico dialogo - tipo, uno stereotipo nel quale non è difficile riconoscere frasi molto molto utilizzate da anziani e mono anziani...
     
    -Si stava meglio quando si stava peggio.
    –Beh, non è più come una volta.
    –Sono d’accordo, comunque finchè c’è la salute…
    -Già ma chi ci garantisce: ormai non si sa più cosa si mangia.
    –Vero. E anche la vita è molto meno sicura. Una volta potevi andare a dormire lasciando la porta aperta.
    –Proprio così. Oggi gira certa gente. E anche questi giovani non hanno più valori. 
    – Ai nostri tempi ci si divertiva con poco.
    –E invece adesso tutti in discoteca a drogarsi.
    –Io sono preoccupato per mio nipote. Sai si comincia con uno spinello e poi…
    -Io, al mio, per farlo distrarre gli ho regalato un gattino.
    –Hai fatto benissimo: il gatto è meno impegnativo del cane.

    Ora un semplice catalogo di luoghi comuni strausati:

    .Non ci sono più le mezze stagioni//Mussolini ha fatto anche tante cose buone//La sfiga è sempre in agguato//Gli dai una mano e si prendono il braccio//Una cosa...mica bau bau micio micio//Dovresti metterti nei suoi panni//Succede solo in Italia//I Gay sono più sensibili delle persone normali//Non conta quanto è grosso il pene, ma come lo usi//I francesi hanno la puzza sotto il naso//In ogni caso...fa curriculum//Stai coi piedi per terra//Si staa meglio quando si stava peggio//Sono sempre i migliori che se ne vanno//Gli esami nella vita non finiscono mai//Ogni lasciata è perduta//I soldi non fnno la felicità//Non si può fare di tutta un'erba un fascio//L'importante è partecipare//Del maiale non si butta via niente//Io digerisco anche i sassi//In tutte le discoteche gira la droga//I neri hanno la musica nel sangue//Io, ai miei tempi...//Noi non eravamo così...//Più si dorme più si ha sonno//Einstein è stato bocciato in matematica//Einstein è stato bocciato in fisica//Le lotterie, i giochi a premi ecc sono tutti truccati//Tanto si sa già chi deve vincere//A Londra piove sempre//I meridionali son tutti mafiosi//Loro sono diversi da noi//Ci sono due italie//I napoletani sono tutti ladri//Qui al nord siamo tutti stressati per il lavoro//A Londra piove sempre//Le persone di colore puzzano//Ormai cè da aver paura ad andare in giro//Di notte esce solo la brutta gente//Il gatto è un animale indipendente//Morto un papa se ne fa un altro//meglio tardi che mai//In che mondo viviamo//E comunque la diversità di cibo da regione a regione che c'è in Italia, non la trovi da nessuna parte//L'amicizia fra uomo e donna non esiste//Il pesce fa bene alla memoria//Negli sport le persone di colore sono più forti//in un uomo guardo le mani//in una donna guardo gli occhi//Tanto Dio è sempore lo stesso anche se lo chiami Buddha, Allha ecc.//Gli uomini pensano solo a "quello"//In centro non si può mai, ma proprio mai parcheggiare//In Italia non c'è lavoro//Sarà l'estate più caqlda del secolo//I politici sono tutti uguali//La politica è tutta sporca//i gay sono i migliori amici delle donne//Il nero snellisce un casino//Dai, non fare quella faccia...//Piove sul bagnato//Ehhh siamo in Italia...//Io non sono razzista, però se se ne stessero a casa loro//Ogni sigaretta ti toglie 6 minuti di vita(Ma ci sono mille varianti, io l'ho sentita fino ad un'ora di vita)//Guida una donna, lo sapevo...//Carpe Diem//Le ragazze di oggi sono tutte facili//certe cose ti segnano//La più bellla va sempre con il più sfigato//Prima o poi la corda si spezza//Parigi è la città più romantica//E' una questione di pirncipio//Domani è un altro giorno//Il bagno puoi farlo solo dopo tre ore//sarà per la prossima volta//I comunisti mangiavano i bambini//I ballerini sono tutti gay...

    Il catalogo sarebbe ancora lunghissimo, poichè le frasi pronte da usare e totalmente vuote di senso, o comunque lontane dal loro senso reale, sono moltissime, un'infinità.

    Ciò che mi spaventa è che: 1. Sono potenzialmente infinite poichè tutti possono coniarne di nuove ogni giorno. 2. Attribuiamo ad esse una grande importanza, poichè spesso concludono una discussione mettendo tutti, più o meno, d'accordo. Sono sentenze apodittiche che non lasciano spazio al contradditorio. Come si potrebbe infatti ribattere ad una frase come: si stava meglio quando si stava peggio? Questa frase, a leggerla bene, non ha senso, si autocontraddice da sola svuotandosi di significato, ma proprio per questo apre all'ascoltatore un orizzonte che lui stesso deve riempire con le proprire esperienze, e quindi impossibile da confutare. Il fatto è che, se qualcuno contraddice il luogo comune, quindi il senso comune da tutti accettato, sembra commettere un reato gravissimo; sostiene, di fronte all'uditorio, una posizione insostenibile. Parliamo ovviamente di un uditorio medio - basso di utenti della lingua e diastraticamente, diamesicamente e diafasicamente basso e meno curato. Ho infatti notato che maggiore è il grado di istruzione e di cultura del parlante e minore è l'utilizzo dei luoghi comuni. Mi chiedo pertanto: il luogo comune è quindi in grado di intervenire nel momento in cui il parlante si trova di fronte ad una lacuna nel proprio bagaglio di conoscenze? Mi spiego meglio. Se durante una conversazione il nostro interlocutore utilizza un'argomentazione che ci spiazza, che ci porta su un terreno a noi sconosciuto, ecco che allora arriva un luogo comune a coprire questa zona d'ombra del nostro sapere. La soluzione potrebbe quindi essere aumentare la conoscenza e la cultura per diminuire l'influsso dei luoghi comuni nel parlato.

    ROMA -  Ci sono ''centrali eversive che alimentano l'estremismo nelle tifoserie, che cercano di assoldare come militanti armati contro la polizia tanti giovani che trovano cosi' la loro identita'''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Amato riferendo in aula alla Camera sulla morte di Gabriele Sandri.  La procura di Roma, ha proseguito, ''ha inteso verificare se negli incidenti di domenica sera c'e una possibile connessione terroristico-eversiva, ma questo e' uno dei temi che dobbiamo affrontare e dobbiamo liberarne il calcio''.
    ''Noi abbiamo vissuto ore difficili, non siamo stati in grado di dare un'informazione tempestiva, ma il Viminale non ha occultato nulla che sapesse'', ha detto anche il ministro che ha parlato di morte 'assurda e ingiusta'.

    E purtroppo, come in un film già visto, ci ritroviamo a parlare di morti tra i tifosi, di tifoserie violente, di vita "Ultras", di cellule eversive vicine al mondo della tifoseria organizzata. Perchè, dico io, perchè le persone non sono in grado di tifare la propria squadra nel rispetto delle altre, nell'alveo della sportività, evitando di pensare all'annientamento fisco e morale degli altri tifosi? Forse quando giungeremo ad avere un tifo nonviolento e sportivo, allora vivremo in una società migliore.

    L'ANGOLO LETTERARIO

    CORNICE

     

    Buon giorno, io sono Raymond K., un conoscente di Steve Brodie, l’uomo che ha scritto queste memorie.

    Io ho avuto il privilegio di raccoglierle direttamente dalle mani di coloro che assistettero alla sua cattura quasi un anno fa e ho deciso di pubblicarle perché fossero una denuncia di ciò che lo stato fa ogni giorno in ogni nazione compresa la propria.

    Ho riportato tutto come era stato scritto, non ho omesso, aggiunto o cambiato niente, fatta eccezione per i nomi (compreso il mio) che Steve aveva deciso di non omettere o cambiare, che sono stati cambiati per non essere rintracciabili.

    Steve fu catturato e probabilmente giustiziato per crimini contro l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale alla fine di febbraio 2005, io rendo queste memorie un anno dopo all’opinione pubblica sperando che esse possano significare qualcosa per tutti voi.

     

    Sinceramente, Raymond K.

    Finalmente ho finito di pubblicare qui il mio secondo romanzo dal titolo "Ricordo Perduto". Spero abbiate gradito. Alla prossima.

     


    November 12

    Discussione su blue life

     

    Citazione

    blue life

     

    Il capolavoro, almeno a mio avviso, in questione, appartiene all'artista emergente Andrea Campi che se ne riserva tutti i diritti. Io lo propongo alla vostra attenzione poichè a me fa davvero vibrare una corda interiore che non sentivo muoversi da tanto tempo...

    November 07

    Il tempo perduto...

    Vi scrivo un pensiero, e cercherò di farlo il più spontaneamente possibile, così come è venuto nella mia mente, fra molti molti altri...
     
    Il tempo perduto... Proust ci ha scritto un'opera monumentale, Leopardi si struggeva per esso e con lui tanti altri grandi della letteratura mondiale di ogni tempo, dal Petrarca ad Elsa Morante, ma questo non conta... Il tempo è una categoria astratta e potentissima, l'unica categoria degna di essere considerata la quarta dimensione della scienza, l'unica entità irraggiungibile, inarrivabile, onnipotente eppure arbitraria, sì perchè non esiste se noi non gli diamo peso... Il tempo perduto è qualcosa che ci appartiene e ci spaventa, il tempo perduto è l'infanzia andata, il tempo delle illusioni, più o meno dolci, dal quale ci stiamo, dolorosamente, ahimè quanto, staccando per non tonrare mai più.... Immaginatevi un pomeriggio assolato che volge alla fine, il crepuscolo imminente che prelude la notte... Ora una spiaggia bianca e bellissima sulla quale si frangono le onde creando un dolce soffio tra i marosi... Ora immaginatevi di allontanarvi da tutto questo per entrare in una selva oscura sì aspra e forte... Questa è la vita, o almeno l'immagine che , per me, più le si avvicina: lasciare qualcosa di stupendo, il tempo del fanciulo divino, come direbbe Jung, il tempo delle certezze assolute, della totale comunità fra io e mondo senza fratture, noia, dolore, angoscia... Eppure tutta questa perfezione alla lunga non ci basta e voglia mo di più, vogliamo una selva nella quale perderci, una foresta in cui "colonne vive" ci rimandano corrispondenze continue tra le quali "per poco il cor non si spaura"... vogliamo l'ignoto e non chiedamo altro che di perdere la strada alla ricerca di qualcosa che non troveremo mai, che cosa esso sia, non saprei dire... Il fatto è che lasciando la certezza, perdendo per sempre gli occhi dell'innocenza noi guardiamo il mondo attraverso alcune ombre e alcune luci che prima non esistevano e questo gioco cromatico e di riflessione ci affascina, ci intriga, ci attira a sè ed è destinato a cancellare per sempre dalle nostre menti persino il ricordo della spiaggia perfetta sulla quale abbiamo passato la nostra dolce età dell'oro...
    Questo non è giusto o sbagliato, è semplicemente la vita, è tutta qui, e noi possiamo odiarla o amarla, ma non fa differenza poichè essa scorrerà lenta e inesorabile fino alla fine, fino alla sua logica conclusione per quanto illogica o terribile essa possa sembrare. Io non chiedo altro di avere ancora la possibilità, un giorno o l'altro, di rivedere, anche solo per qualche istante, la mia spiaggia immacolata e perdermi di nuovo in essa, magari sdraiato sulla battima, ad osservare le stelle...
     
    MILANO - Enzo Biagi è morto dopo 12 giorni di ricovero alla clinica privata Capitanio, nel centro di Milano, a poche decine di metri dalla sua casa. E' spirato alle 8 dopo un'ultima notte in cui le sue condizioni erano precipitate. Lo sguardo teso e il passo spedito delle figlie Bice e Carla, che attorno alle 7.20 hanno varcato la soglia della casa di cura, spiegavano più di ogni parola la drammaticità della situazione. A differenza dei giorni scorsi, infatti, le due figlie avevano passato la notte a casa e stavolta non si erano fermate con i giornalisti. "Devo dire - affermerà poco dopo Bice - che come sempre aveva programmato tutto anche per noi: ci ha fatto dormire qualche ora, me e mia sorella, e ci ha aspettato".

    Enzo Biagi si è spento attorno ai sui cari, come aveva voluto, nei suoi ultimi giorni ha raccolto a sé la famiglia da 'patriarca', come lo ha definito la figlia Carla che ha ricordato le grandi attenzioni del nonno rivolte, sul letto di morte, a Pietro, Marina, Rachele e Lucia, i suoi adorati nipoti. Si pensava che avrebbe superato anche questo scoglio, tanta era stata la tenacia con cui ha combattuto la malattia.
     
    Un saluto pieno di riconoscimento ad uno dei pochi veri giornalisti della nostra ultima storia... Buon viaggio Enzo...
     
    L'ANGOLO LETTERARIO
     
    FINALMENTE IL PENULTIMO CAPITOLO DEL ROMANZO, A BREVE LA CONCLUSIONE...
     

    CAPITOLO VIII

     

    Vagai per Cuba nascondendomi ai militari americani che giravano per scovarci, ostacolati e non certo aiutati dall’odio della popolazione locale nei loro confronti.

    Dopo qualche giorno Josè, un ragazzo di vent’anni, militante di un’associazione per i diritti dei detenuti, mi aiutò a trovare una nave disposta a portarmi fino negli Stati Uniti, fino al porto di New York, da lì in avanti avrei dovuto cavarmela da solo.

    Partimmo il 29 dicembre del 2004.

    Durante la traversata con un cellulare datomi da Josè chiamai Frank e gli spiegai la situazione.

    Lui si offrì di venirmi a prendere al porto per portarmi oltre il confine, in Messico, io accettai.

    Ci incontrammo dopo qualche giorno su una banchina non utilizzata del porto.

    Era notte e non c’era in giro nessuno, nemmeno la ronda passava da quelle parti che erano il ritrovo di tossici, sbandati e delinquenti di ogni genere, che non si formalizzavano vedendo una nave misteriosa attraccare di notte. 

    “Ciao Frank, come stai?”

    “Io bene, tu piuttosto.”

    “Io sto bene, per ora, e credo che sia meglio per me sparire dalla circolazione per un po’.”

    “Lo credo anch’io.

    Viaggiamo fino al confine messicano.

    Frank si era fatto fare dei documenti falsi, così passammo facilmente la dogana, dove per la verità, non fecero nemmeno troppe domande.

    La mia inquietudine non si placava, fosse per il fatto che ero scappato dalla mia nazione come un ricercato, un delinquente, fosse perché sentivo di essere braccato, il mio stato d’agitazione non scemava, anzi aumentava continuamente.

    Arrivammo in Messico dopo qualche giorno di viaggio, in un luogo abbastanza sperduto poco dopo il confine con gli Stati Uniti.  Avevo la precisa intenzione di contattare alcuni legali per far valere i miei diritti e successivamente rientrare nel mio paese come un cittadino onesto quale ero e sono.

    Purtroppo non andò come sperai, ho poco tempo, quindi devo raccontare in fretta.

    Rimasi in Messico circa un mese, contattai alcuni avvocati, ma mentre stavamo preparando un piano di difesa, probabilmente intercettando una conversazione, la CIA riuscì a rintracciarmi e dovetti fuggire, di nuovo a bordo della macchina di Frank, cambiando mezzo ad ogni autonoleggio che trovavamo sulla strada.

    La città più vicina in cui Frank aveva delle conoscenze era New Orleans, dove conosceva una persona che abitava nel quartiere francese, notoriamente pieno di artisti e di persone non inclini a fare troppe domande e alle quali non andavano molto a genio poliziotti ed agenti di ogni specie.

    Passai lì i miei giorni migliori, ed anche se ho poco tempo, sento infatti gli agenti che si avvicinano alla casa nella quale mi trovo, voglio raccontare quali persone stupende mi ospitarono, per lasciare nei miei scritti un ricordo, qualcosa che possa testimoniare la loro generosità.

    Ometto i nomi, non voglio che il governo li perseguiti a causa mia, ciò che vi basta sapere è che sono persone povere, l’unico bene che possiedono è la loro casa, nella quale vivono in famiglia molto allargata, di una decina di persone, alcuni bianchi, altri di colore, altri ancora ispanici, un misto di etnie che dona colore e vivacità alla vita di queste persone che vivono d’arte e di piccolo artigianato casalingo.

    Non ho mai mangiato, parlato e riposato bene come in questa casa.

    Seduto con questa gente semplice ho finalmente assaporato qualcosa che manca all’uomo moderno: la percezione di essere un uomo libero.

    Qui, senza costrizioni, imposizioni, obblighi, tra un concerto jazz, una cena, un po’ di lavoro con i ragazzi, ho capito che anche se il mondo si fottesse insieme a tutti i suoi signori e padroni, se rimanessero persone del genere, allora tutto potrebbe continuare per il meglio; purtroppo la verità è che tutti loro, meno il capo famiglia, dovranno scappare portandosi con loro queste memorie, il mio piccolo libro che vuole essere il mio ultimo lascito per il mondo, la testimonianza vera e reale che non ho potuto rendere perché braccato e che forse qualche amico potrà un giorno regalarvi.

    Non l’ho fatto per migliorare le cose, non per farvi aprire gli occhi, ma solo per darvi un po’ di quello che ho subito, solo per ricordarvi che non tutto è come appare, che i governi non sono il meglio della società, che la democrazia non è scontata ma va guadagnata e vigilata ogni giorno, che io, un giorno uomo libero di esprimere le mie opinioni e di vivere la mia vita, ora verrò catturato, torturato e giustiziato.

    Eccoli, sono entrati, sento i passi sulle scale, le ultime righe, poi cederò questo quaderno agli ultimi amici che mi sono rimasti, addio…

     

    Credete che sia finita? No, la morte è in diretta…

    Voi credete di avere un’anima?

    Tu pensi di avere un futuro?

     
     
    November 02

    L'Amore

    Risulterà forse un abbinamento distonico quello del post e del titolo del post con la notizia che andrò a commentare.
    In verità non è così.
    L'amore... Perchè parlare d'amore? Perchè in un mondo malato e schizofrenico come il nostro forse l'amore è l'unica nostra parte buona... L'unica via che conduce alla saggezza e insieme alla follia, l'unico senso e l'unico scopo possibile in una realtà che lentamente si avvia verso la crudeltà e la cattiveria...
    Amare è credere, è fiducia, è forza, istinto, è essere nel proprio tempo, è essere hic et nunc e contemporaneamente nel passato, nel futuro, è essere universale...
    amare è avvicinarsi all'idea di dio perchè l'amore è purezza e verità... Non c'è amore senza sicerità, non c'è amore senza verità, non c'è amore senza volontà...
    Mi ricordo ora versi bellissimi: Amor ch'a nullo amato amar perdona/ mi prese del costui piacer sì forte/ che come vedi ancor non m'abbandona... Così Dante nel trecento dipingeva questa forza primigenia e pontentissima della natura...
    Io credo nel suo potere e ad essa mi affido, e ovviamente a colei che per me E' l'amore in sè stesso: Valentina, lei a cui è dedicato il mio primo libro, tutta la mia opera, tutto il mio essere, lei grazie alla quale sono e scrivo, lei che rende atto l'arte che in me è solo potenza... Grazie per tutto ciò che fai per me, queste parole te le dovevo da tempo...
    Ti Amo...
     
     (ANSA) - MOGADISCIO, 2 NOV - Un soldato etiopico e due civili somali sono stati uccisi a Mogadiscio in una sparatoria durante un'operazione di rastrellamento. Il blitz e' stato condotto dall'esercito etiopico contro insorti, in un quartiere nella parte sud della capitale."Ho visto un soldato etiope morto ad un incrocio ad Al-Bakara. Era stato portato da suoi colleghi, era ferito a una gamba", ha detto un testimone. Secondo un altro testimone anche due civili sono morti raggiunti dai colpi.
     
    Ed ecco che, qualcuno penserà, qrriva la contraddizione in termini... Finora abbiamo parlato d'amore e adesso citi la guerra... E doc'è l'errore? Voglio dire che se nel mondo fosse l'amore a vincere e non l'odio non avremmo notizie di questo tipo, notizie che peraltro si susseguono tutte uguali seppur diverse dalle diverse parti del mondo dove ci sono guerre in corso... E sono davvero tante, troppe, immensamente troppe. Tutto ciò è profondamente sbagliato e forse il motto ormai scolorito e abusato che chiedeva pace e amore per tutti è davvero l'unica via perseguibile per il miglioramento mondiale.
     
    Pertanto concludo con l'angolo letterario proponendo, diversamente dal solito una poesia a Lei dedicata, una delle tante ovviamente...
     
    L'ANGOLO LETTERARIO
     
     

    NOI…

     

    Torri d’avorio svettano

    tra le stelle mentre

    in vortice un silenzio;

    Le tue mani esplorano

    lidi misteriosi

    nel mistero della notte.

     

    Come detriti alla deriva

    immersi in acque

    biancastre, adagiati

    su scie lattiginose

    e notturne; come comete

    nel cielo limpido

    e intatto, come sentimenti

    dispersi ed eterni

    ma affini: Noi siamo.

     

    Quando misteri

    sfiorano il mio cuore

    selvaggio e violentano

    la mia mente; quando tutto

    intorno danzando svanisce,

    un barbaglio di luce:

    Noi siamo…

     

    Mentre perle dorate

    sul tuo corpo

    scivolano lente

    e si mostrano; mentre

    segreti si svelano

    ad un tuo cenno:

    Io sono...