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January 21 SiamoAvete mai provato la solitudine? Intendo la solitudine totale, il sapere di essere soli di fronte al mondo, di non avere niente e nessuno… Si fa tanto parlare di questo sentimento e forse, dico, forse, nessuno ne capisce l’importanza… Certo la solitudine è qualcosa di terribile, di triste, di malinconico, ma è anche il momento nel quale possiamo chiudere quella cazzo di bocca per qualche secondo e ascoltare ciò che la nostra mente solitamente tace… Io ora, in questo istante, sono solo e dalla mia finestra vedo la nebbia, una fitta coltre di nebbia che avvolge tutto quanto portando in alto il mio senso di essere l’ultimo e l’unico rimasto a combattere una battaglia interiore verso una più profonda illuminazione.
Illuminazione, solitudine, follia, quale differenza?
Non ho nulla da chiedere e nessuna risposta… “La mia sofferenza l’ho scelta” così cantava, se la memoria non mi tradisce, anni fa, qualcuno, e così canto ora IO… così ora di fronte a ciò che sono, così ora me, myself and I, solo questo, solo io nudo di fronte allo sguardo indiscreto di quel bambino che ero e non sarò, di quell’innocenza che avevo e non avrò… Al vaglio della nostra conoscenza non siamo che frammenti insignificanti, deboli, soli, pessimisti, ottimisti per spirito di sopravvivenza ed adattamento. Noi soffriamo, noi abbiamo paura, eppure alle volte mi chiedo: che cosa saremmo senza questa paura? Che cosa saremmo senza sofferenza, dolore o pentimento? I ricordi mi tormentano come fuoco sulla carne, i ricordi sono le parti in disordine della nostra vita che non abbiamo ancora avuto tempo di riordinare. Ci torneremo un giorno e forse allora, e soltanto allora, capiremo il perché di quel disordine, ma ora non ci è data questa facoltà perché dobbiamo vivere e la nostra vita è frenetica, impegnata da ore di studio o di lavoro o entrambe le cose e poi ci sono i sogni, i maledetti dolci sogni che ci tengono svegli la notte e ci riempiono di forza e ci spingono a non chiudere il nostro spirito al mondo, alle opportunità, al respiro universale che soffia tutto intorno… Ma un giorno, un giorno finalmente la vita sarà diversa, il mondo sarà diverso, e tutto ciò che ci affatica ora non sarà più e tutto quello che ci tormenta, che ci lascia attoniti e sconvolti non avrà motivo di urlare il proprio rumore e avremo tempo per guardare indietro e riordinare tutto quanto. Ma per ora dobbiamo vivere, dobbiamo consumare il tempo che ci è stato dato, ora non abbiamo tempo né possibilità di vivere nel passato poiché il passato e il futuro, sono solo altri modi di intendere il presente… Io chiedo a voi di ritrovare quel tempo che a me è negato, e di guardare nel vostro passato per poter riordinare quelle stanze che avete lasciato in disordine ripromettendovi di tornarci un giorno… Viviamo nella consapevolezza di un dubbio insolvibile, “una corda tesa fra l’infinito e la bestia” tanto per parafrasare (e rielaborare) uno scrittore a me caro. Siamo, col capo reclinato ad ascoltare i suoni del tempo che scorre, Siamo, e questo conta davvero. Siamo e non abbiamo bisogno di ripeterlo a nessuno, poiché nessuno mai ci toglierà la libertà di gridare le nostre parole infuocate contro il vento, Siamo…
Marco. January 17 InfoCome da richieste varie:
Titolo del secondo Blog che curo: http://marcoalberio85.blogspot.com
Titolo del libro: Strano Mondo, edizioni il filo.
Per quanto riguarda il blog, tenete presente che molti post li pubblico su entrambi, alcuni solo di qui, altri solo di là. Ne ho aperto un altro per maggior visibilità, e perhcè questo cominciava seriamente ad essere troppo pesante in termini di materiale pubblicato.
A presto, con affetto.
Marco January 16 Vite in affittoLeggendo un post su Chiediloalvento, blog amico e segnalato, qualcosa si è acceso dentro di me... Il problema è quello del lavoro e della precarietà, il problema è sempre quello del lavoro e del nostro futuro... Io mi chiamo Marco, ho 22 anni, studio lettere moderne alla statale di milano, ho pubblicato un romanzo, sono comparso su alcuni giornali, curo due blog, eppure ho la certezza che la mia vita sarà in affitto, che presto allontanandomi dal nido familiare e protettivo (sia economicamente che affettivamente) mi ritroverò con il culo per terra e con un'ipoteca sulla mia vita (solo economicamente e non affettivamente). Perchè? Contratti a progetto, stage, lavoro temporaneo, interinale, determinato, 5.50 euro lordi all'ora, 800 euro al mese netti in cassa... e se volessi sposarmi? Se volessi avere dei figli? Se volessi vivere e non sopravvivere? Parlando con molti amici e conoscenti le risposte sono sempre le stesse: si deve sopravvivere in qualche modo, i soldi bisogna farseli bastare... Ma se scendo con l'età dei miei interlocutori e parlo con i i miei coetanei ecco che la verità lentamente emerge: io ho accettato un lavoro che non c'entra nulla con quello che ho studiato (vedi magazzinieri Laureati) pur di portare a casa 4 soldi perchè a trentanni, dopo 25 anni di studio, una laurea, il dottorato, la prospettiva era quella di vivere come assegnista con 450 euro mensili, come cazzo avrei mai potuto vivere? La mia strada non è semplice, la strada di tutti è complicata e difficile, ma se guardo indietro nel tempo, vedo generazioni che non avevano niente in confronto a noi, in termini materiali, eppure avevano tutto o molto sul piano delle opportunità e del futuro; a noi che cosa hanno lasciato suddette generazioni? Un mondo, in affitto, un'ipoteca sulla vita e la sensazione sempre strisciante e schifosa di essere precari, di vivere situazioni e vite precarie, vite in gioco, un gioco che non è nemmeno nelle nostre mani, un gioco del quale non siamo che attori non protagonisti, quelli che muoiono subito uccisi dall'eroe di turno dopo 5 minuti di film... Siamo in questa situazione, e dobbiamo farci venire qualche idea altrimenti da qui a pochi anni, e intendo fra 2 o 3 anni, dovremo accettare la realtà della nostra situazione e chinare la testa... E la domanda qunidi è sempre la stessa: Che Fare? Io la pongo a voi, speriamo che qualcuno trovi risposte... January 14 Il mistero della vitaStanotte mentre tornavo casa, c’era la nebbia, una nebbia sottile ed impalpabile nella quale le luci amano confondersi e trasformarsi in qualcosa di misterioso. Fermo sul ciglio della strada, nel silenzio invernale delle campagne vicine, ho colto una voce silenziosa e calda, sensuale, un sussurro capace di racchiudere in sé tutte le voci dell’umanità, stanotte ho creduto di ascoltare il suono del pensiero… Immobile in un limbo onirico ed eterno, tutto si svalutava velocemente, tutto perdeva di senso e fluttuavo nel vuoto; vibrando mi alzavo ad altezze imperscrutabili dalle quali ogni azione, sentimento o passione mi è parsa insignificante, tutto mi era teso ad un significato più grande. Il mistero della vita, della Nostra vita, di quel fragile pensiero che è la nostra esistenza pulsava tra le mie mani e per un instante, anche solo per un singolo momento di perfezione ho assaporato il gusto dell’infinito… E’ stato dolce e bellissimo, è stato come ritornare a casa dopo un lungo viaggio e accorgersi che la casa nella quale si è nati e cresciuti ha sempre il medesimo odore, i colori sono più vivaci e gli spazi appaiono immensi… Tutto questo mi ha fatto comprendere che non siamo altro che piccolissimi e minuscoli frammenti ma che, in quanto tali, abbiamo una forza spaventosa, abbiamo la forza di cambiare il corso della storia e del mondo se lo vogliamo, poiché la vita non è altro che un gioco stupendo di alti e bassi che dona un senso al nostro esistere…
Marco. January 11 Vedere e CapireX: Oggi sono uscito per strada e ho visto… Y: Cosa? X: L’importante è aver visto, cosa non ha importanza… Y:Sì, ma ora fai silenzio, parlano di Kate Moss in televisione… X: Non sai che cosa ho visto e già… Y: Parlano di Kate ho detto… Ma che cazzo? Perché hai spento? X: Cosa credi di fare? Resterai qui seduto? Y: Sì X. Per quanto? Y: Quanto mi pare… X: Babilonia sta bruciando fratello… Roma è in fiamme, tutto il mondo è in fiamme, tutti i frammenti che lo compongono sono in fiamme… Y: Ma… X: Politici sociologi psicologi militari assassini preti pedofili stupratori madri padri sorelle bambini bianchi neri ariani cinesi tutte le razze, tutto sta andando in pezzi, tutto il mondo è coperto dal soffio delle decisioni finali e tu stai a guardare la Moss? Y: Io… non sapevo, ma… X: Certo che non sapevi. Loro ci sguazzano nella nostra ignoranza, loro costruiscono intere strategie, intere campagne elettorali sulla speranza che siamo troppo stupidi e rilassati per guardare e criticare e urlare e capire… Y: Io preferisco sdraiarmi sul fianco, ormai è tardi… X: E se non fosse tardi? E se fosse ancora possibile? Y: Cosa? X: Cambiare Y: Cambiare cosa? Il mondo? Sei ridicolo… Cosa potrebbero fare due pazzi come noi al mondo o per il mondo? X: Due stupidi? Niente, assolutamente niente, ma dieci cento un milione sarebbero una forza, ma un milione è solo un multiplo di due… Y: Quindi per te è semplice? X: Non è semplice, ma nemmeno lasciare volontariamente che ci rendano troppo idioti per capire lo è, eppure lo facciamo e ce ne vantiamo pure. Y: E allora cosa dovrei fare? X: Dovresti fare, ecco il punto… dovresti fare…
Gli usa spendono miliardi di dollari all’anno per la guerra, l’Italia ne spedisce molti nelle mani di mafiosi, camorristi immobiliaristi bancarottieri politici, l’Inghilterra sta a guardare avvicendarsi capi politici disposti a seguire gli USA in qualunque guerra del pianeta, eppure nessuno di noi dice nulla, eppure il popolo (e intendo il popolo globale) attende un cambiamento. Ma perché aspettare? Perché dovremmo aspettare in silenzio mentre tutto questo sta già accadendo, perché dovremmo arrivare al punto di chiederci cosa faremmo se Roma bruciasse proprio nel momento in cui le fiamme la stanno già inevitabilmente consumando? Religione, denaro e potere sono le armi con le quali l’uomo ha finora schiavizzato se stesso, IO sono un utopista fottuto, un idealista paranoico che sa che tutto questo è sbagliato e continua a ripeterlo nell’ambito del suo poco potere mediatico. Ma pur sapendo tutto quello che so continuo a desiderare ciò che vogliono che io desideri, continuo a comprare ciò che vogliono che compri, a consumare quello che vogliono che consumi, a combattere solo contro quello che vogliono che io identifichi come il nemico; ma lentamente comincio a capire che i cambiamenti non sono poi così difficili e impossibili, che cambiare anche qualcosa di piccolo è l’anticamera affinché a cambiare sia qualcosa di grande, di maestoso, di globale… Così come i grandi cambiamenti ambientali partono da fattori miseri e apparentemente insignificanti, così i grandi rivolgimenti nella storia umana sono partiti da premesse piccole e senza peso, io voglio e spero che tutto quello che sta accadendo nel mondo altro non sia che uno di quei piccoli motivi che porteranno ad un cambiamento che finalmente doni un modo di vivere corretto nel mondo… So di essere solo una goccia insignificante nel mare, so di essere solo un idealista, ma non mi interessa… Potrete contestarmi, tacciarmi di populismo, di faciloneria, mi accuserete di esse troppo o troppo poco schierato, ma la verità è che io racconto solo ciò che vedono i miei occhi, né più né meno…
Marco. January 10 L'etica della solitudineRiprendo e continuo da http://chiediloalvento.blogspot.com... Etica, una parola quantomai inusitata e di travolgente passione, ma di così scarso potere da lasciare senza fiato, totalmente incapaci di reazione... L'Etica contrapposta al profitto, al male, al dolore, all'ingiustizia, a tutto ciò che di sbagliato c'è in questo mondo ipocrita, in questa società in decadimento, che sempre più porta il singolo all'isolamento e la collettività ad una somma di solitudini riunite al solo scopo di... Ecco, forse ciò che manca è davvero uno scopo, nobile o meno che sia, una direzione verso la quale tendere (e parlo soprattutto a titolo personale)... Non che sia la gloria, l'eternità, l'immortalità, ma foss'anche solo il denaro, il successo, la realizzazione personale, o forse semplicemente una via di fuga da quella che sembra sempre meno una realtà che ci rispecchi. Io chiedo a tutti voi di guardarvi intorno nel momento in cui leggete, di osservare che cosa avete intorno e di chiedervi quanto tutte le cose, gli oggetti, i ricordi che vi circondano vi rispecchiano, quanto tutto quello che vedete lo sentite vostro... Ora allargate lo sguardo, aprite una finestra, uscite in strada, andate su google earth, sul sito del telescopio spaziale hubble, dove vi pare insomma, e chieetevi se ciò che vedete vi apaprtiene, se vi piace, se vi rispecchia, se vi sentite appagati da quello che comunemente ogni giorno chiamate mondo, realtà, verità, terra ecc... Se è così allora vivete una vita vera, degna di essere vissuta, meritate il posto in cui siete, se invece, come molti di noi sentite che c'è qualcosa che non va, che qualcosa di sbagliato deve per forza esserci in ciò che ci circonda, allora urlate, urlate, urlate, in ogni modo agli uomini, ripetete in continuazione che c'è qualcosa che non va, che il mondo che hanno costruito è sbagliato, che è ingiusto, poichè forse un giorno o l'altro tutto questo gridare abbatterà tutti i muri che ancora incatenano l'uomo alla propria logica da sopravvivenza ad ogni costo... Quello che dobbiamo cercare è la vita, non la sopravvivenza, la libertà non la tranquillità, la verità non futili illusioni... Marco. http://it.youtube.com/watch?v=siNsgbIWhAQ&NR=1 January 05 LibroUn post sintetico solo per manifestare la mia felicità nell'aver finalmente trovato il mio romanzo sullo scaffale novità della libreria Mondadori...
a presto.
Marco. January 04 Oggil discorso che voglio fare è infatti una riflessione su: Oggi.
Non voglio con questo intendere che mi dilungherò sulla spiegazione della mia giornata o dei fatti accaduti a me personalmente nelle precedenti 24 ore. Voglio spendere due parole sull'Oggi, intendendo il nostro "istante contemporaneo-collettivo". Una definizione di Oggi come "istante contemporaneo collettivo" apre molti dubbi e spiega ben poco. Perchè istante? Perchè l'Oggi non dura che un breve istante rapportato alla nostra vita o a quella del mondo, del pianeta, dell'universo. Contemporaneo in quanto accade hic et nunc e non in un passato o futuro. Collettivo poichè ci riguarda tutti, poichè è il medesimo nel medesimo tempo. E' vero che accade in orari diversi a seconda della parte del mondo nella quale vi trovate, ma il tempo è sempre lo stesso, cambia solo la misurazione che l'uomo fa della categoria che ha inventato. Parlando quindi di questo istante (lo chiamerò così per amore di semplificazione) dovrei e vorrei citare tutte le notizie rintracciabili sul web o su altri canali di informazione, ma ciò non è possibile. Dato che ultimamente i post sono stati un tantino pessimisti, o meglio, hanno dato solo le peggiori possibilità che potrebbero avverarsi in futuro, voglio oggi contemplarne alcune più ottimiste o speranzose, per amore di pluralità. Tratterò alcuni temi "caldi"; non tutti, ma alcuni. Primo su tutti l'inquinamento. Si fa un gran parlare di inquinamento globale, surriscaldamento della temperatura, danni irreparabili all'ambiente, speranze di vita ridotta ecc ecc. Basta vedere preziosi documentari come Una scomoda verità o Zeitgeist per capire che il pianeta non gode proprio di ottima salute. Tuttavia è il caso di parlare dei progressi che vengono fatti quotidianamente nel campo delle risorse rinnovabili, dei protocolli internazionali come Kyoto (1 & 2), del rispetto delle fonti d'energia e dell'ambiente che comincia ad entrare nelle menti di tutti noi. Pertanto se è vero che potrebbero avverarsi scenari realmente catastrofici, è anche vero che un cambio di direzione radicale riporterebbe il pianeta in una condizione se non di perfetto equilibrio, per lo meno di stabilità. Il secondo tema è la situazione politica attuale. Permettetemi una piccola digressione storica. Per parlare della situazione attuale non si può evitare di citare gli scenari post guerra fredda. Perchè? Dopo la caduta del muro di Berlino (1989) e lo sgretolamento del blocco sovietico, gli USA si sono ritrovati nella condizione di essere l'unica iperpotenza a livello planetario. Detto questo, ed evitando digressioni di carattere politico-socilae come gli avvenimenti delle guerrre del golfo, e della guarra in afghanistan, gli USA hanno ora il pieno controllo del potere militare a livello mondiale, nel senso che nessun paese può, ora come ora, avere l'ardire di opporvisi militarmente. Spero in un cambio di rotta dopo le prossime presidenziali che si vedono all'orizzonte, non nego che accoglierei con piacere la notizia di un afroamericano o di una donna alla casa bianca. Per quanto riguarda il rsto del mondo lascio a voi il piacere di documentarvi maggiormente, ma prima di salutarvi cito alcune notizie che ho trovato nel web. ANSA) - ROMA, 4 GEN - Sarebbero 500 mila le persone che potrebbero aver bisogno di assistenza umanitaria in Kenya e la maggior parte di queste sono donne e bambini. Lo sostiene l'Unicef che collabora con la Croce Rossa keniana nell'invio di aiuti ai bambini vittime delle violenze legate ai rivolgimenti politici(cibo,acqua,servizi igienici,scorte mediche e misure di protezione contro le violenze,anche sessuali).Dopo 4 giorni di scontri i morti sono oltre 300, tra cui i 50 bambini della chiesa data alle fiamme a Eldoret.ANSA) - ANKARA, 4 GEN - La polizia turca ha arrestato 40 persone sospettate di appartenere all'organizzazione curda fondamentalista islamica degli Hizbullah.Gli arresti, sec ondo l'agenzia Anadolu,sono avvenuti nelle citta' di Konya, Mersin, Diyarbakir e Istanbul e sono motivati da sospetti specifici di partecipazione ad azioni violente e sanguinose. Il gruppo degli Hizbullah di Turchia, che non ha legami con gli Hezbollah libanesi, e' stato autore di uccisioni di membri del Pkk e di uomini d'affari curdo-turchi.E molte altre ce ne sarebbero, ma per amore di brevità chiudo qui il post. Marco. From Nowhere...From Nowhere…
Il titolo è il perché di questo post… Non importa chi leggerà, non importa chi capirà, non importa nulla in questo momento. Potrei tenere per me tutto questo, ma me ne fotto e scrivo, tanto non si può mai evitare o scegliere di non farlo… scrivo, devo farlo e lo faccio e quindi…
Dalle periferie delle nostre metropoli affollate, dagli occhi di chi non ha casa e guarda passare macchine piene di falsi ricchi idolatri fottuti di un mondo in decadimento, di una società finalmente alla fine che esala gli ultimi acri sospiri di disperazione… La fine del mondo? Fanculo! Fanculo a tutti coloro a cui non interessa nulla, fanculo a chi si interessa di tutto, fanculo a chi crede di avere la verità, fanculo a chi sa di non averla, fanculo a chi mi guarda negli occhi, fanculo a chi abbassa lo sguardo mentre passo, fanculo a Bush, ai potenti, alla guerra, ai poveri, ai soli, ai falliti, ai folli, fanculo agli artisti, fanculo agli scrittori (fate non dite, forse sarebbe meglio), fanculo a me stesso, fanculo a tutto quello che circola intorno a noi come un flusso infinito di bit stereofonici e schermi al plasma, monitor in cui si ripete l’ultimo balletto tragicomico della vita che ripetitiva si ripete e ripete le proprie tristezze, fanculo agli assassini, alle vittime, agli uomini tutti…
Questo post è per chi non crede, per chi crede, per chi spera e per chi non ha speranza, è per tutti e per nessuno, è per me prima di tutto, perché sono incazzato, senza una ragione, lo sono e basta…
Il mondo va a rotoli, persone muoiono, guerre esplodono, l’inquinamento ci ucciderà tutti eppure continuiamo a desiderare quello che ci hanno insegnato a desiderare, a vivere per ciò che ci hanno insegnato a vivere, ad essere liberi fino a quando la nostra libertà non intacca qualche schiavitù che ci hanno imposto… Io ora vedo chiaro tutto quello di cui potrei fare a meno, che non mi serve, che odio ma da cui non posso staccarmi, ora vedo chiaro ciò che il mondo ha fatto ai suoi figli prediletti… Un gabbia, ecco dove siamo, una fottuta gabbia fatta di conformismo e anticonformismo, tutti uguali, tutti diversi, tutti figli di niente, figli di una società opulenta e in decadimento…
Dove andremo a finire? Davvero volete saperlo? Davvero?
No, fanculo, non volete questa risposta, non l’avete mai voluta perché sapete già la risposta, ma non volete sentirla…
Dove andremo a finire? ………………. A voi decidere dove andremo a finire, io per parte mia già so dove finiremo e mi spiace solo che pochi se ne accorgano… Ditemi pure che sono paranoico, non mi interessa, dite pure che non ho speranze, che sono pessimista, che mi piace riempirmi di parole a vuoto ma non faccio niente, che sono una nullità… La verità? Non importa ciò che pensate o ciò che penso io… Se voi tutti apriste gli occhi io ora non starei scrivendo quello che ho appena scritto, se tutti noi cercassimo qualcosa di meglio e non di peggio, ora forse tutto e dico tutto……………………………………………………
Avrebbe Un SENSO…
Marco |
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