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May 14 DemocraziaDemocrazia: sistema fallimentare?
Potrei, ma non voglio, partire da recentissimi fatti di cronaca, pertanto per tutti coloro che si prenderanno la briga di leggere questo mio articolo anticipo che il senso del titolo potrà risultare quantomeno sfuggente. Intendo con questo non nascondermi dietro facili quanto futili mistificazioni retoriche, ma solo mettere in guardia dall’abbandonare la lettura a metà, o dopo poche righe. Ciò detto, ciò premesso, entrerei subito nel merito di questa mia piccola disquisizione sul tema. L’altro giorno ero seduto al giardino antistante l’Università Statale di Milano e come sempre, avendo finito di pranzare, un po’ leggevo e un po’ osservavo. La mia attenzione è stata catturata da una coppia, ragazzo – ragazza, che si è seduta sulla panchina di fronte a me. La mia idea è di concentrarmi ossessivamente su alcuni particolari perché ritengo questo un modo molto più semplice e chiaro di indagare un dato fenomeno piuttosto che allargare troppo il discorso a considerazioni generali. Il ragazzo, che per comodità chiamerò qui S1 (Soggetto 1) indossava vestiti ascrivibili al dominio della moda corrente, “borghese”, il virgolettato è d’obbligo poiché non voglio si creda ad un significato marxista o politicizzato del termine; intendo con esso indicare coloro che seguono in linea generale le tendenze del momento, senza esprimere giudizi a riguardo. La ragazza (S2) indossava vestiti ascrivibili anch’essi ad una moda, che definirei “alternativa”, solamente per distinguerla dalla moda maggioritaria. S1 sorseggiava un birra di una marca molto conosciuta, S2 un succo di frutta anch’esso di una marca conosciuta; S1 non fumatore, S2 fumatrice; S1 era abbronzato, ben pettinato, curato, S2 era molto trasandata. S1 ed S2 discutevano di politica (passerò sotto silenzio le tendenze dell’uno e dell’altro, vi basti sapere che erano molto divergenti). Ascoltandoli ho potuto notare alcune cose: innanzitutto quanto stilemi classici del linguaggio pubblicitario o televisivo o sportivo avessero attecchito nella lingua di entrambi; si spaziava da frasi nominali collegate l’una all’altra senza connettivi logici, a frasi del tipo:“sceso in campo…”, “rompere gli indugi…”, “pescare il jolly…” ecc. Ma non è stato questo che mi ha colpito maggiormente. Istintivamente e senza ragionarci troppo ho cominciato a pormi delle domande.
Prima Domanda: Che cosa scatena il desiderio di vestiti di un certo tipo, bevande, abitudini, macchine, divertimenti, letture, di un certo tipo? Già nel ’73 Pasolini si scagliava contro la sottocultura di massa e contro la tendenza fortemente fascista (autoritaria N.d.A.), e la sua capacità di annullare le differenze e di spingere le classi sociali ad un’omologazione media, trasformando lentamente le persone in consumatori. All’epoca molti si scagliarono contro queste idee, ma, allo stato attuale delle cose, non posso che sottoscrivere le idee pasoliniane. Siamo di fronte ad un’omologazione pressoché completa, ad una radicale e compiuta trasformazione verso il versante consumistico, o meglio, a vantaggio di esso. A meno di non credere all’esistenza di idee preconcette nella mente di ogni persona che le prescrivano come dovrà essere nella vita, dobbiamo ammettere che tutti siamo ormai, chi più, chi meno, il prodotto di una sottocultura strisciante e totalizzante.
Seconda Domanda: Che cosa scatena il desiderio di un partner eterosessuale e di una famiglia? (Includendo in famiglia anche tutte le idee comunemente ad essa associate quindi figli, stabilità economica, casa ecc) Si fa spesso un gran parlare di normalità e anormalità sessuale additando come pratiche anormali tutte le pratiche sessuali ascrivibili al dominio dell’omosessualità. Contro natura? Davvero? Innanzitutto si dovrebbe partire dal definire che cosa sia naturale, il senso più vero della parola. A mio avviso credo che sia naturale tutto ciò che non concorre all’autodistruzione della specie, ma che, anzi, tende a preservarla e farla avanzare. Perché dunque l’omosessualità sarebbe una pratica contro natura? Per il semplice fatto che non porti alla procreazione? Devo quindi ricordare a questo punto che viviamo (e già questo fu notato negli anni ’70) in un periodo della nostra storia nel quale le risorse scarseggiano, e non basteranno a sostentare una popolazione in crescita? Non essendoci più bisogno di procreare obbligatoriamente (e da qui metodi contraccettivi e abortivi) non ha senso parlare di anormalità da questo punto di vista, pertanto cambiamolo. L’omosessualità è anormale, è il prodotto di una malattia, della modernità ecc. Eppure, mi pare, che molti dei più grandi filosofi e pensatori che concorsero a creare la civiltà più avanzata della storia sul piano sociale (La Grecia classica), che hanno inventato il concetto di democrazia, a voi così caro, il concetto di libertà civili ecc, erano omosessuali o bisessuali e comunque considerassero tutto questo come perfettamente normale. La verità è che l’omosessualità esiste da quando esiste l’eterosessualità né più, né meno. Imputerò quindi di nuovo la colpa alla sottocultura di massa che c’è stata e che ancora, a dispetto di quanto dicano sociologi e politologi, esiste. Questa cultura, questo “ciarpame culturale massificato” spinge ad idealizzare la vita normale come una vita di coppia, atta alla procreazione, allo sviluppo, alla stabilità, alla ricchezza. La verità è che una vita normale non esiste e che ogni vita è perfettamente normale.
Terza domanda: cosa spinge al desiderio della democrazia? La democrazia è, etimologicamente e storicamente, il governo del popolo. In che cosa il sistema di governo attuale del nostro paese rispecchierebbe questo? I potenti di turno arraffano senza vergogna attenti ai propri interessi e non a quelli della nazione, l’opposizione arraffa senza vergogna attenta ai propri interessi e non a quelli della nazione, pertanto io credo di poter dire che viviamo sotto un’oligarchia e non una democrazia, o meglio un’oligarchia mascherata da democrazia che per questo motivo è ormai un sistema davvero fallimentare dato che non esiste e non può esistere. Concludendo cito, a memoria, la frase di un film: “in un sistema in cui nulla è permesso, si può fare tutto, in un sistema in cui è permessa una certa cosa, si potrà fare solo quella cosa”. Questo è il punto nel quale siamo ora. Il sistema sottoculturale omologato e totalitarista ammette solo determinate cose e solo queste si possono fare, le altre saranno relegate ai margini della legalità e invise ai più.
Marco Alberio. May 04 Al tempo de li dei falsi e bugiardi
Mi sono appena ripreso da un virus che ha prostrato le mie facoltà fisiche ed intellettuali per diversi giorni, ma mi ha dato molto tempo per riflettere.
Spesso sento il bisogno di paragonare il mio tempo, la società, la mia vita, me stesso, al tempo passato, alle epoche di cui sentiamo parlare solo attraverso libri di storia o tramite la letteratura o il cinema. La mia domanda è sempre la stessa: chissà cosa provavano gli uomini che vivevano in quell' epoca?
Prendiamo l'inizio. Prendiamo come esempio i primi uomini, intendo uomini cacciatori e raccoglitori, prima ancora che fosse inventato il concetto di proprietà o di sedentarietà. Come era il mondo davanti ai loro occhi? Vergine probabilmente, pulito, stupendo, vivo, vero e terrificante. Non sorprende il fatto che gli dei (nell'accezione moderna) non esistessero. Dietro ogni fenomeno naturale si celava un mistero e venivano chiamate in causa divinità di ogni genere. I rapporti "umani" erano legati alla semplice sopravvivenza di sè stessi e della specie, nulla di più. Con un salto di molti secoli mi chiedo che cosa abbia provato il primo faraone che, guardando dal balcone del proprio palazzo, abbia visto una folla esultante; oppure il più basso degli schiavi mentre costruiva una piramide... Com'era la vita nell'antico Egitto? Prima della modernità, prima di Roma, prima di tutto, quando gli egizi erano il popolo più potente del mondo conosciuto all'epoca, quando adoravano le loro divinità (per altro non dissimili da tutte quelle che le seguiranno, comprese quelle delle più importanti religioni monoteiste del pianeta). Voglio dire: che aria si respirava prima dei gas di scarico? Che acqua si poteva bere? Cos'era l'amore? Su questo un punto fisso rimane dato che una delle prime manifestazioni scritte pervenutaci è una poesia d'amore scritta nel periodo dell'antico Egitto, poesia d'amore che porta già i temi, in erba, che avrebbero permeato tutta la futura lirica d'amore, dai provenzali a Montale. Non voglio nemmeno immaginare la qualità della vita nell'Atene di Socrate e di Platone poichè potrei angosciarmi al pensiero di ciò che siamo noi oggi. Leggendo le pagine immortali della Repubblica di Platone ho davvero compreso quanto le nostre utopie fossero già vecchie e sorpassate da migliaia di secoli, da millenni. In questo libro semplice, dolce e potente, si respira un'aria di libertà, di positività, di intelligenza e cultura. Tralascio il periodo di Roma, culla dello splendore occidentale per più di un millennio, perchè mi vengono le lacrime agli occhi ogni volta che leggo un'orazione di Cicerone, o leggo le gesta di Cesare o i pensieri di Marco Aurelio, oppure Orazio, Ovidio, e Virgilio. Ma mi è impossibile comprendere le sensazioni di coloro che camminavano sulle vie lasticate di marmo dei fori. O ancora, avvicinandosi alla modernità, cosa provavano i pellegrini nel medioevo o i cavalieri, o gli artigiani, o i podestà dei comuni, o i signori di castello o i rivoluzionari in Francia, o tutti coloro che hanno dato la vita nelle guerre che hanno fatto la nostra storia? Io sento che la nostra epoca è morta e stagnante, un'epoca di passaggio prima di qualche cambiamento epocale, o forse è quello che mi auguro.
Ciò detto potremmo passare a qualcosa di più viscerale.
RINASCITA Dimidiato, in corso fluttuante, roboa un io sconnesso, figlio del sè. Madre santa, terra, disfatti miseri silenziosi s'abbarbicano i frammenti dell'oggi. Folla in cammino, esitante attimo di confusione, ritardi. Un orologio, torre d'avorio nel cielo verde di morte, presagio arcano.
Occhi distanti dal selciato, solitudine, mimesis originale di turbolenze sessuali.
ETERNITA' Dolce profumo, in scrosci di pioggia, su cristalli di nulla, il respiro del passato. Marmi e insegne, legno spezzato sanguina pietà nella notte mai sorta del giardino mai visitato. Non chiedere un senso alle ombre che tremolanti fuggono nell'accadere del domani. Non domandare parole al presente che d'aporie si nutre. Non chiedere ciò che ogni lato squadri da figure inesistenti. Suona la campana, come grido che violenta le notti del silenzio. Fuggi ora dolce profumo rimembrare pallido e assorto del livido pianto innocente.
VERONA - Erano già ben noti a polizia e magistratura almeno tre dei cinque balordi che la notte del primo maggio hanno massacrato, con la scusa di una sigaretta negata, Nicola Tommasoli. E' stata proprio l'assurdità di quella violenza senza motivo ha spingere chi già aveva avuto a che fare con loro a riaprire un fascicolo vecchio di mesi e a dare così un nome a tre degli aggressori: due di loro nel frattempo sono scappati, sembra all'estero, il terzo, un ventenne di buona famiglia, probabilmente sentito che il cerchio si stava stringendo, si è presentato in questura questa mattina, accompagnato dall'avvocato, ed ha confessato. Nicola, intanto, è nel suo letto d'ospedale, sempre in coma e dalle prossime ore, si è appreso da fonti ospedaliere, inizierà il periodo d'osservazione per dichiararne la morte cerebrale.
(ANSA) - GERUSALEMME, 4 MAG - L'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, domani fermera' la distribuzione di aiuti alla popolazione nella Striscia di Gaza. Si sono esaurite le scorte di carburante a sua disposizione per il funzionamento del parco di autocarri e quindi l'agenzia non puo' procedere alla distribuzione di alimenti.
(ANSA) - SHENZHEN (CINA), 4 MAG - Le autorita' cinesi e gli inviati del Dalai Lama hanno deciso di continuare i colloqui dopo il primo incontro svoltosi a Shenzhen. Ancora non e' stata fissata alcuna data, ha comunque annunciato l'agenzia Nuova Cina. 'Il governo centrale cinese e i rappresentanti privati del Dalai Lama - scrive l'agenzia - si sono messi d'accordo per avere nuovi contatti e consultazioni in una data appropriata'.
(ANSA) - RANGOON, 4 MAG - E' salito ad almeno 351 morti il bilancio del passaggio del ciclone Nargis sulla Birmania meridionale. Lo riferiscono fonti ufficiali. La rete televisiva di stato ha precisato che agli oltre 240 morti annunciati in precedenza vanno aggiunte oltre cento persone morte sull'isola di Haing Gyi, nella parte suoccidentale del paese, e un'altra nella localita' di Nyaungdone. Sull'isola, che si trova nel Mar delle Andamane, 20.000 case sono state distrutte e 90.000 persone sono senzatetto.
(ANSA) - TEL AVIV, 4 MAG - Tre soldati israeliani sono stati incriminati da un giudice militare per abusi e violenze commessi nei confronti di un palestinese.Lo ha annunciato un portavoce militare. Secondo l'accusa, a gennaio i tre soldati in servizio a Hebron, in Cisgiordania, hanno brutalmente aggredito il custode di una stazione di taxi, Abu Sanina. Dopo averlo ammanettato i tre lo hanno pestato a sangue fino a farlo svenire. Lo hanno poi costretto a spogliarsi e a fare piu' volte il giro della loro jeep nudo.
BAGHDAD — Four marines died in Anbar Province when an improvised explosive device exploded near the vehicle they were driving and in the capitol the Iraqi president’s wife narrowly escaped an assassination attempt.
JOHANNESBURG — Claiming that their presidential candidate was robbed of victory in long-delayed official election results, leaders of Zimbabwe’s opposition party were making a last-ditch diplomatic push on Saturday to persuade the African Union and a bloc of southern African nations to insist on a verifiable vote count.
Le passeport biométrique, contenant une photo et les empreintes digitales numérisées, a été officiellement lancé par un décret paru dimanche 4 mai au Journal officiel. Les premiers exemplaires de ce document qui sera simplement nommé "passeport" seront disponibles à l'automne, pour remplacer progressivement le passeport électronique, dont six millions d'exemplaires ont été fabriqués depuis le 13 avril 2006.
De violents affrontements ont éclaté peu après l'ouverture des bureaux de vote dans la riche province de Santa Cruz, dans l'est de la Bolivie, dimanche 4 mai, à l'occasion d'un référendum sur le statut d'autonomie régionale élaboré par les autorités locales. Des partisans du président Evo Morales, qui a affirmé que cette consultation était inconstitutionnelle, ont tenté d'empêcher le déroulement du scrutin. Ils se sont affrontés à coups de bâton et jets de pierres avec des partisans de l'autonomie, blessant huit personnes, selon les médias locaux.
Fonti: ANSA, New York Times, Le Monde, Reuter April 28 ELEZIONIAhi serva Italia di dolore ostello...[D.Alighieri]
Dato che campagna elettorale, par condicio, clamori di battaglia, vittoria, sconfitta sono finite, posso dire la mia in tranquillità e con lucidità mentale.
Devo rammaricarmi del successo ennesimo di colui che rappresenta la disonestà in Italia, e non posso che ritenermi offeso dal fatto che tanti miei connazionali siano stati così stupidi da credere ancora una volta alle sue follie e alle sue bugie.
Avete votato di nuovo l'ordine apparente e la disciplina basata su xenofobia ed ignoranza: COMPLIMENTI!!! Avete perso nuovamente una buona occasione per non dimostrarvi stupidi.
Ciò detto, anche l'altra parte politica non ha saputo offrire un'alternativa valida che catturasse consensi. Dove sono finiti, dico io, la politica delle piazze, gli interessi dei ceti meno abbienti? Avete fatto la politica di palazzo guadagnandovi il privilegio di essere esclusi dal parlamento e quindi dal sistema democratico decisionale che governa il paese.
La crisi economica italiana e mondiale procede con passo spedito verso la catastrofe; nessun segno di ripresa, anzi, solo segnali negativi e di recessione. Cosa aspetteremo per capire che questa non è la strada giusta? Che intolleranza, protezionismo, informazione imbavagliata, interessi dei ricchi ecc ecc non portano a reali migliorie?
Io ovviamente non credo di avere la ricetta che risistemi un'economia in crisi, però credo che se combattessimo duramente contro la mafia, se estirpassimo privilegi ingiusti, burocratizzazione e lungaggini, forse miglioreremmo sensibilmente lo statu quo.
Politicanti professionisti hanno gridato in un modo o nell'altro le loro idee strampalate inseguendosi su temi marginali come sicurezza e politiche anti - immigrazione, ma fino a quando la diversità continuerà ad essere vista come un ostacolo e non come una risorsa non vedo vie d'uscita alla nostra situazione di ritardo nei confronti delle potenze europee e mondiali.
Fino a quando i telegiornali apriranno con il rientro di Papa benedetto dagli Stati uniti invece che parlare dei problemi della nazione, finchè il 25 aprile sarà messo in discussione, fino a quando l'inno d'Italia verrà fischiato dagli estremisti che non ne comprendono il significato, finchè la liberazione sarà vista come qualcosa da strumentalizzare, finchè il lavoro non sarà regolarizzato e la precarietà annientata, finchè i salari non saranno adeguati all'inflazione, finchè la cultura non verrà rivalutata come buona norma di vita, finchè non saranno messi in secondo piano tutti i fantasmi di una nostaglia autoritaria senza senso nè scopo, allora credo che dovremo rammaricarci di essere italiani.
Piangi, che ben hai donde Italia mia...[G.Leopardi]
Pensiero stupendoSvegliatomi stamattina, invero, con questa frase nella mente: AVRO’ UNA FIGLIA, SI CHIAMERA’ BEATRICE, NON ARRIVERO’ A QUARANTANNI…
Svegliatomi, dicevo, (ma già nel senso del verbo dire [dico, dicis, dixi, dictum, dicere (dalla radice deik latino arcaico deico)] è implicito il senso del fare qualcosa, di un’azione che necessariamente transiterà lungo il verbo per depositarsi su un complemento oggetto) molto prima di quanto dovessi svegliarmi, ho cominciato a sentire le suddette parole ridondare nel mio cervello come il disco di un grammofono d’ancien regime [mi si passi il francesismo ma la ritengo una lingua di dolcezza infinita e di squisita arguzia e protervia. A riprova di ciò basti pensare come nel francese si traducano i nostri impersonali e alquanto ristretti aggettivi tutto, tutti, tutte: tout le monde pronuncia tü’l mond (il corsivo indica una pronuncia molto leggera della consonante finale)]. La frase, ormai famosa e della quale ancora nulla si è detto, non l’avevo mai sentita in precedenza; i segni certo mi sono ben chiari sia nella loro costruzione significante, sia nel loro significato e nondimeno nella loro proprietà referenziale. Avrò è voce del verbo avere, 2° coniugazione, indicativo, futuro semplice, 1° persona singolare; Una è articolo indeterminativo femminile singolare; Figlia è nome comune di persona femminile singolare; la , è un segno d’interpunzione che vale come una pausa breve, in questo caso; Si è particella pronominale che in questo caso funge da soggetto della proposizione coordinata alla principale (si potrebbe esplicitare come: la quale); Chiamerà è voce del verbo chiamare, 1° coniugazione, indicativo, futuro semplice, 3° persona singolare; Beatrice è nome proprio femminile singolare; Non è avverbio di negazione; Arriverò è voce del verbo arrivare, 1° coniugazione, indicativo, futuro semplice, 1° persona singolare; A è proposizione semplice; Quarantanni nome astratto plurale, peraltro composto da quaranta (aggettivo numerale cardinale) e anni.
Data la conoscenza anche di ciò che i segni significano non mi dilungherò troppo sulla loro spiegazione, anzi non mi dilungherò per nulla, confidando nella vostra attenta preparazione sulla nostra lingua madre. Il significato del periodo mi è però oscuro, completamente oscuro. Potrebbe significare che avrò una figlia, ma dato che non sono un indovino, un vate, una pizia, un oracolo, uno stregone o quant’altro, oserei dire che il primo sintagma significa che potrei, in futuro, avere una figlia e che la stessa, sempre al condizionale, potrebbe chiamarsi Beatrice. (E qui mi trovo costretto a dover aprire una parentesi, o frase parentetica (in senso proprio) che dir si voglia. Beatrice è un nome a mio personalissimo giudizio stupendo ed impegnativo. Beatrice è il nome di colei che fece innamorare il capostipite della nostra bella letteratura, quindi è un nome a me caro, che adoro e che mi piacerebbe fosse quello di mia figlia). Come abbiamo visto quindi il nome Beatrice non è sicuramente casuale nel periodo, ma tutto il resto? Il fatto di non arrivare a quarantanni, quindi la predestinazione, parrebbe, ad una morte giovane, non scioglie di fatto i dubbi. Non arriverei a quarantanni nel senso che arriverò ai trentanove anni e 364 giorni? Oppure non arriverò solo a quarantanni ma andrò oltre? Oppure non arriverò nemmeno ai trenta e, preso atto di questo, dovrei temere le malie della terribile mietitrice da un giorno all’altro? Sceglierei fra le varie opzioni quella meno tragica. Dato quindi per accettato e consolidato il fatto che non arriverò solo a quarantanni, come giustificare l’omissione così enorme di: solo? Certo si potrebbe giustificare come lapsus dicendi o lapsus calami o lapsus mentis ma, freudianamente parlando, i lapsus nascondono sempre qualcosa di più importante. Chi non ricorda il cane, il latte che si rovescia e la volontaria ripetizione dell’atto? Volontaria solo nell’inconscio della malcapitata paziente del professor Freud. Se di un lapsus si tratta, cosa mi è stato nascosto? La mia volontà di superare la soglia dei quaranta? Ma è una volontà ben conscia in me stesso, non è certo nascosta o da nascondere. La spiegazione deve essere altrove, nascosta probabilmente dietro qualche angolo inesplorato e inesplorabile dell’abisso che portiamo dolcemente in noi.
Concludendo richiamo alla mente di tutti il fatto che nulla di ciò che diciamo o pensiamo è casuale e che il parlare e il pensare, contrariamente a quanto molti credono, sono due fra le azioni più sociali che esistano. Entrambe infatti sottintendono e rimandano ad una futura azione, o meglio, ad una catena di azioni che scatenerà delle conseguenze più o meno buone a seconda che il nostro pensare e il nostro parlare e conseguente agire siano stati più o meno appropriati a quanto le contingenze particolari della vita richiedessero.
Marco. April 11 J'accuseLa verità è che penso sia ora e tempo di spendere di nuovo e per l’ennesima volta due parole sull’andamento del mondo…
La voglia nasce da una notizia e da scenari sentiti in radio questa mattina. Il punto è la fame. Il nugolo di nodi irrisolti che l’occidente si è lasciato alle spalle per conquistare il proprio aleatorio e fasullo benessere stanno per districarsi nella loro inevitabile potenza. Oggi ho sentito la verità sulla situazione della fame nel mondo: svariati milioni di persone muoiono di fame o di malnutrizione, le prime rivolte sono già scoppiate in burkina faso, egitto, zimbabwe, america latina ecc e tutto questo non perché i generi di prima necessità scarseggino, no, solo perché costano troppo, solo perché le multinazionali OGM non vogliono abbassare i prezzi, anzi, tendono ad alzarli e portarli ad un livello incredibilmente elevato. Perché? Per il profitto, perché sempre più persone vivono attaccate all’ideale del denaro e dello sperpero indiscriminato di risorse. Mentre scrivo milioni di persone soffrono per fame, guerre, devastazioni, disastri ambientali, tortura, pena di morte e di tutto questo non resta che una labile parola scritta da pochi in pochi blog isolati, in pochi siti coraggiosi e realisti e poi il silenzio…. Tutto il resto è silenzio… terribile, violento e ingiusto silenzio; è meglio non sapere che cosa comporta avere il benessere, essere nati nel tutto e non essere sazi nemmeno di quello. Siamo ingordi ed egoisti, tutti quanti, e il mio è un j’accuse che rivolgo ai potenti della terra quanto ai miliardi di insignificanti che popolano il mio mondo e se ne fottono di tutto quanto concorrendo in questo modo a distruggere e peggiorare… In tutto questo enorme cataclisma che sta già succedendo le preoccupazioni di coloro che dovrebbero mettere ordine sono rivolte alle campagne elettorali, ai vip, alle stronzate televisive, a giochi senza scopo, ad amori stanchi, a solitudini marginali e patetiche, ad edonismi senza significato, ad un ideale di vita rilassata ed agiata grazie al quale non possiamo che continuare la nostra corsa sfrenata verso… Verso cosa? Questa è la domanda fondamentale. Verso cosa andiamo? Continuamente ripeto questa domanda e nessuno, intendo dire nessuno, sa darmi una risposta soddisfacente. Verso il progresso? … Verso l’autodistruzione? Verso che cosa mi domando e domando a chiunque voglia prendersi la briga di riflettere qualche minuto del suo “preziosissimo” tempo e rispondere…
La verità è che… La verità la sapete da voi senza che ve la dica, quindi vi regalo degli scampoli di attualità tanto perché voglio che vi rendiate conto di quali sono le notizie che il mondo ritiene importanti in questo momento… Buona visione…
ROMA -Il governo "esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa sull'integrazione di Alitalia nel Gruppo Air France-Klm". Così una nota della presidenza del consiglio dei ministri al termine dell'incontro con i sindacati su Alitalia. LAVORIAMO PER INTESA, E' A PORTATA FIRMA ROMA - "Lavoriamo per una intesa che sia a portata di firma". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta, in una conferenza stampa a palazzo Chigi dopo l'incontro con i sindacati su Alitalia auspicando che "ci possa essere la firma di un accordo o pre-accordo la settimana prossima". "Abbiamo lavorato con testardaggine consapevoli che si potrà trovare un accordo. L'intesa è possibile, non bisogna perdere questa opportunità", ha aggiunto il sottosegretario che si e' detto convinto che la trattativa proseguira' dopo le elezioni, e sara' seguita da un governo a guida Pd. Campagna elettorale in dirittura d'arrivo, e continua a distanza il duello tra Berlusconi e Veltroni. TUNNEL MONTE BIANCO BLOCCATO DA PROTESTA ALLEVATORI ROMA - Attenzione, ma nessun allarme. L'emergenza lingua blu in Francia non preoccupa l'Italia. Il punto sulla situazione è stato oggetto di una riunione informale convocata al ministero delle Politiche agricole dal commissario straordinario del Governo per le emergenze per la zootecnia, Ettore Ianì. Attorno al tavolo: Assocarni, Aia, Uniceb, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative-Fedagri."E' stata una riunione assolutamente informale - ha spiegato Ianì - nella quale ho constatato la volontà da parte delle associazioni zootecniche a collaborare con le istituzioni". L'incontro è stato convocato dopo che in mattinata il tunnel del Monte Bianco, sul versante francese, è stato bloccato (per poi essere riaperto nel tardo pomeriggio) da commercianti di bestiame d'oltralpe per protesta contro il mancato indennizzo legato alle perdite subite per la crisi del settore ovino dovuto alla lingua blu. Il 4 marzo scorso, infatti, sono scattate le restrizioni imposte dall'Italia sulle importazioni di animali dalla Francia - soprattutto bovini e vitelli - che potrebbero trasmettere la febbre catarrale degli ovini, la cosiddetta 'lingua blu': una malattia non pericolosa per l'uomo ma che può mettere in ginocchio il patrimonio zootecnico nazionale. Da allora possono essere essenzialmente importati in Italia dalla Francia solo capi vaccinati in base alla normativa europea. Si tratta di misure di protezione sanitaria che trovano in disaccordo Parigi, in particolare sul tipo di vaccino da utilizzare, mentre la Commissione europea sta facendo da intermediaria per trovare un accordo. "Tenuto conto del ritmo attuale della vaccinazioni per i vitelloni, la ripresa degli scambi potrà intervenire nel prossimo maggio", se un accordo verrà concluso con l'Italia, ha spiegato oggi il ministro francese dell'agricoltura Michel Barnier, riferendo di aver avuto la settimana scorsa "un colloquio personale con il presidente del consiglio italiano Romano Prodi". L'ordinanza di blocco, firmata dal ministro per la salute Livia Turco, è la risposta a quello che l'Italia considera un concreto e reale pericolo di diffusione di un ceppo della malattia (il Btv8) che non è presente sul territorio nazionale, mentre nel Nord dell'Europa è responsabile di una diffusa epidemia che ha decimato molti allevamenti. L'Italia teme anche per l'eventuale espansione del sierotipo Btv1 della lingua blu, attualmente presente solo in Sardegna. La Francia, da cui l'Italia importa buona parte del suo fabbisogno in bovini e in vitelli da ingrasso, è coinvolta dall'epidemia per gran parte del suo territorio, incluse le aree da cui provengono gli animali destinati al nostro Paese, con una progressione della malattia di difficile contenimento. Inoltre dal novembre 2007, diversi bovini di origine e provenienza francese, sebbene conformi alla normativa, ad un successivo controllo sono risultati positivi.
E in mezzo a tutto questo inutile schifo, nessun cenno ai veri problemi del mondo… Fanculo…
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